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ברוך ה"ה







domenica 3 ottobre 2010

SAKINEH FORSE GIUSTIZIATA NELLE PROSSIME ORE

(di Paola Tamborlini)


ROMA - Sakineh potrebbe essere uccisa nelle prossime ore nel carcere di Tabriz. Non più lapidata, ma impiccata. L'allarme è arrivato in mattinata dal comitato internazionale contro le esecuzioni. L'Ue si è detta "molto preoccupata" ed ha immediatamente avviato accertamenti per verificare la notizia, in Italia il ministro degli Esteri Franco Frattini ha assicurato che non ci sono conferme, mentre dalla Francia sono rimbalzate le voci su una possibile "rapida esecuzione" della donna iraniana accusata di adulterio e concorso nell'omicidio del marito. Il tutto nel totale silenzio di Teheran.

Ma la notizia della possibile impiccagione di Sakineh ha immediatamente suscitato l'indignazione di diversi paesi europei, gli appelli di molti ministri, tra i quali Frattini e la collega delle Pari opportunità Carfagna, e l'organizzazione di marce e fiaccolate da Parigi a Roma e Bruxelles.

"La 'Commissione per i diritti umani' del regime - hanno assicurato al comitato - ha annunciato che 'secondo le prove esistenti, la sua colpevolezza e' stata confermatà ". Di fatto, è l'accusa del comitato, "il regime ha creato un nuovo scenario per accelerare la condanna a morte". A tutto ciò bisogna aggiungere che il mercoledì, in Iran, è il giorno delle esecuzioni, come ha sottolineato La Regle du jeu, rivista online di Henri-Levy che ha ottenuto informazioni analoghe, "c'é quindi da essere terribilmente preoccupati per Sakineh".

Da Teheran non sono arrivate né conferme né smentite, ma ieri il vice ministro degli Esteri ha ribadito la posizione del regime: "L'Iran - ha detto Hassan Qashqavi - difende la vittima e la sua famiglia, mentre l'Occidente difende chi ha recato l'offesa". Non una parola però su una possibile accelerazione dell'esecuzione. L'unica notizia di oggi è quella dell'arresto dell'avvocato iraniano dei due tedeschi finiti in manette mentre intervistavano il figlio e il legale di Sakineh, anche loro poi arrestati. Mentre il presidente del comitato 'Neda Days' ha annunciato di aver trovato un altro avvocato per difendere Sakineh. Si tratta di una donna che sarà aiutata a livello internazionale da un penalista italiano, Bruno Malattia.

Dalla Gran Bretagna, il Foreign Office ha definito la possibile impiccagione di Sakineh "un atto vergognoso", mentre dall'Italia Frattini, in contatto con l'ambasciata, ha assicurato che non ci sono conferme. "Rispetto le ong - ha detto - ma il nostro ambasciatore a Teheran non ha nessunissima conferma che domani la condanna a morte sarà eseguita".

Il titolare della Farnesina si è detto comunque fiducioso di trovare ascolto presso Teheran, rinnovando un appello "che non é contro l'Iran ma per la vita di Sakineh". Preoccupazione e "indignazione" è stata espressa dal ministro per le politiche europee Andrea Ronchi, mentre si sono rivolti al Governo e alla Ue, chiedendo di "fermare la mano del boia", i capigruppo del Pd Anna Finocchiaro e Dario Franceschini, come l'Idv che, con Pedica, ha chiesto all'esecutivo di "attivarsi per salvarla". I due vicepresidenti italiani del Parlamento europeo Gianni Pittella (Pd) e Roberta Angelilli (Pdl) hanno chiesto alle autorità di Teheran di chiarire le voci. Sakineh è diventata "un simbolo per la difesa della libertà", per il sindaco di Roma Gianni Alemanno, che ha esposto in Campidoglio l'immagine della donna e la presidente della Regione Renata Polverini che ha invitato il governo a non lasciarla sola. E dal Festival di Roma il regista iraniano Fariborz Kamkari ha invitato a continuare a battersi per Sakineh.


Redazione Libero

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