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ברוך ה"ה







venerdì 28 gennaio 2011

Cantico dei cantici- Ballata di Mauthausen.wmv



BALLATA DI MAUTHAUSEN
(Jacobus Kambanellis - Mikis Theodorakis)

Jacobus Kambanellis, drammaturgo e regista greco, fu deportato a Mauthausen e compose al ritorno questi quattro poemetti. Col primo, egli inseriva la composizione biblica (Il Cantico dei cantici, appunto) nell'orrore dei lager, col secondo e il terzo raccontava due esperienze da lui vissute, col quarto narrava il suo sogno di deportato quando - la domenica - donne e uomini prigioneri si guardavano attraverso il filo spinato.

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1 - Cantico dei cantici
(Asma asmaton)
(traduz. S. Tumminelli)

Era bello bello e dolce il mio amore
col suo vestito bianco della festa
e un fiore rosso tra i capelli
Nessuno può sapere quanto fosse bella
Nessuno può sapere quanto fosse bella
Nessuno può sapere quanto fosse bella
Ragazze di Auscwitz
ragazze di Dachau

Avete visto il mio amore
Avete visto il mio amore
Avete visto il mio amore

L'abbiamo visto in quel lungo viaggio
ma senza il suo vestito bianco
né il fiore rosso tra i capelli

Era bello e dolce il mio amore
coi suoi capelli lungi e neri
cresciuti tra le mie carezze
Nessuno può sapere quanto fosse bella
Nessuno può sapere quanto fosse bella
Nessuno può sapere quanto fosse bella
Ragazze di Mauthausen
ragazze di Belsen

Avete visto il mio amore
Avete visto il mio amore
Avete visto il mio amore

L'abbiamo visto in uno spiazzo nudo
un numero marchiato sulla mano
ed una stella gialla sopra il cuore

Era bello...

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2-Antonio
(O Andonis)
(traduz. L. Settimelli)

Mauthausen una lunga scala
bianco granito e dolore
scalini centottantasei
giornata dodici ore
Laggiù ebrei e partigiani
massi trasportano in sorte
piegati sotto quelle pietre
bianchi crocefissi di morte

Antonio si sente chiamare
da un vecchio ebreo barcollante
"Compagno vieni ad aiutarmi
questa pietra è troppo pesante"
Ma là su quella lunga scala
come una maledizione
una esse esse si avvicina
e colpisce con un bastone

L'ebreo sullo scalino crolla
e l'aguzzino "vedrai
di massi signor partigiano
non uno, due ne porterai"
"Ne porto due ed anche tre
sono partigiano e sono forte
e dopo se non sei codardo
tibatterai con me fino alla morte"

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3-L'evaso
(O thrape'tis)
(traduz. L. Settimelli)

A Jannis prigioniero al Nord
il filo spinato non va giù
mette le ali e se ne va
e vola via in mezzo ai boschi
e vola via in mezzo ai boschi

Signora su dammi da mangiar
ed un vestito da indossar
tanta è la strada che ho da far
il mio paese è ben lontano
il mio paese è ben lontano

Ma dove arriva il prigionier
paura semina e terror
mangiare no vestiti no
pericoloso è quell'evaso
pericoloso è quell'evaso

Cristiano perché guardi così
non sono né belva né assassin
non voglio che la libertà
e a casa mia ritornare
e a casa mia ritornare

Ma nella terra che era un dì
di Schiller e di Bertolt Brecht
chiamato han gia le esse ess
che Jannis vanno a fucilare
che Jannis vanno a fucilare
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4-Quando la guerra finirà
(Otan telio'si o pòlemos)
(traduz. L. Settimelli)

Ragazza che negli occhi hai lo sgomento
regazza che hai le mani congelate
quel giorno che la guerra sarà già finita
quel giorno che la guerra sarà già finita
allora io verrò a cercarti
di baci poi ci colpiremo
e il sole ci riscalderà

Ragazza che negli occhi hai lo sgomento
regazza che hai le mani congelate
quel giorno che la guerra sarà già finita
quel giorno che la guerra sarà già finita
l'amore io e te faremo
nel crematorio nella cava
o dentro la camera a gas

Ragazza che negli occhi hai lo sgomento
regazza che hai le mani congelate
quel giorno che la guerra sarà già finita
quel giorno che la guerra sarà già finita
noi ci ameremo fino a quando
sconfiggeremo anche la morte
e la sua ombra sparirà


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