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ברוך ה"ה







lunedì 11 aprile 2011

BRASILE: TUTELARE I DIRITTI DELLA COMUNITÀ GUARANI KAIOWÀ (Mato Grosso do Sul)



bambino guarani-kaiowà, Brasile© Amnesty International


Pubblicazione sul sito AMNESTY INTERNATIONAL - Sezione Italiana

Data dell'appello: 01.04.2011

Status dell'appello: aperto (status da petição: aberta)


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Trentacinque famiglie native guarani-kaiowà della comunità Laranjeira Ñanderu, tra cui circa 85 bambini, vivono in rifugi improvvisati lungo la trafficata strada statale Br-163, a Mato Grosso do Sul. Oltre a condizioni di vita pessime, devono sopportare le continue minacce e vessazioni da parte delle guardie di sicurezza armate, assoldate dai proprietari terrieri e dagli agricoltori della zona. Le famiglie sono state sgomberate dalle loro terre tradizionali nel settembre 2009. La polizia federale, che si era occupata dello sgombero, aveva assicurato che avrebbero potuto far ritorno per raccogliere i loro effetti personali, ma il proprietario del terreno ha subito bruciato le case e tutti i loro averi. Le famiglie vivono in baracche con tetti fatti di teli di plastica nera, anche quando la temperatura esterna è di oltre 30 gradi. La zona è spesso soggetta a inondazioni e l' accampamento è pieno di insetti e sanguisughe. Secondo quanto riferito dai membri della comunità, di notte gli agricoltori locali attraversano l'accampamento in macchina ad alta velocità e illuminando le baracche con i fari alti allo scopo di intimidirli.


Circa 30.000 guarani-kaiowà vivono a Mato Grosso do Sul, nella zona orientale del Brasile. Per oltre un secolo, queste comunità sono state allontanate dalle loro terre per far spazio all'agricoltura estensiva, un processo che ancora oggi continua. Le conseguenze per le comunità colpite sono spesso devastanti. L'incapacità delle autorità brasiliane di garantire il diritto alla terra dei popoli nativi di Mato Grosso do Sul ha intensificato le difficoltà economiche e l'emarginazione sociale delle comunità Guarani Kaiowà. Non potendo più usufruire delle loro terre, ai guarani-kaiowà non rimane altra scelta che lavorare nelle aziende agricole ormai presenti in gran numero nello stato. Più della metà dei giovani uomini guarani-kaiowà percorre grandi distanze per trovare un impiego come tagliatore di canna da zucchero nelle piantagioni, spesso in condizioni difficili e di sfruttamento.


A causa di queste terribili condizioni, i guarani-kaiowà hanno adottato la strategia cosiddetta "retomada" - la rioccupazione pacifica di piccoli appezzamenti delle loro territori ancestrali - per accelerare il processo di restituzione delle terre. A queste azioni spesso seguono minacce, violenze e sgomberi da parte dei gruppi armati assoldati dai proprietari terrieri. Diversi leader nativi sono stati uccisi. I lunghi ritardi nelle procedure legali per la restituzione delle terre ai nativi e l'incapacità di portare di fronte alla giustizia coloro che hanno attaccato e ucciso i membri della comunità hanno alimentato continue violenze. Visto il dilagare di queste pratiche nel paese e la fase di stallo in cui si trova il processo di demarcazione delle terre, la lotta dei guarani-kaiowà per i loro diritti è più urgente che mai. Il governo federale deve assumersi quanto prima l'impegno di tutelare i diritti della comunità guarani kaiowà.


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IL TESTO DELL’APPELLO AL MINISTRO BRASILIANO


Gentile ministro, José Eduardo Cardozo Martins,


Le scrivo per esprimere la mia preoccupazione per il ritardo del governo federale nella demarcazione delle terre ancestrali dei popoli nativi in Brasile, in particolare delle comunità guarani-kaiowà di Mato Grosso do Sul.


Sono anche preoccupato per l'incapacità del governo d'indagare sulle minacce ricevute dai popoli nativi e nell'assicurare alla giustizia i responsabili di tali violenze. Le terre ancestrali sono fondamentali per l'identità e per il benessere sociale, culturale ed economico delle popolazioni native, pertanto, il governo deve agire con urgenza per tutelare i diritti dei guarani-kaiowà.


La esorto dunque a:


• adempiere agli obblighi previsti dai trattati internazionali e nazionali di risolvere tutte le questioni relative alle rivendicazioni delle terre dei nativi in Brasile in maniera tempestiva;

• indagare su violenze e intimidazioni contro le comunità guarani-kaiowà, a fornire loro una protezione immediata, a garantire un accesso completo ai servizi di base, tra cui l'assistenza sanitaria, e a individuare, indagare e assicurare alla giustizia i responsabili di queste violenze;

• sviluppare un processo, con le popolazioni native, per garantire il loro consenso libero, previo e informato a qualsiasi decisione che possa avere un impatto sulle loro terre ancestrali.


La ringrazio per l'attenzione.



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