alla Filosofia Dialogica, Letteratura, Relazioni Internazionali, Scienze Interculturali, Diritti Umani, Diritto Civile e Ambientale, Pubblica Istruzione, Pedagogia Libertaria, Torah, Kabballah, Talmude, Kibbutz, Resistenza Critica e Giustizia Democratica dell'Emancipazione.



ברוך ה"ה







lunedì 4 luglio 2011

Due anni fa moriva Neda ma in Iran poco è cambiato






Due anni fa moriva Neda ma in Iran poco è cambiato
di Monica Ricci Sargentini

Rivoluzioni Sono passati due anni da quel maledetto 20 giugno del 2009 quando Neda Agha Soltan, una ragazza iraniana di ventisei anni, fu colpita a morte mentre si stava recando a una manifestazione contro l’esito delle elezioni che avevano visto la rielezione di Ahmadinejad. La ragazza è in macchina con quattro amici, il condizionatore non funziona e lei decide di scendere per guardare il corteo in lontananza. All’improvviso un miliziano Basij preme il grilletto e lei si accascia al suolo. Il video della sua morte fu rilanciato su YouTube. La sequenza (lei che cade, il volto insanguinato, il tentativo di rianimarla) replicata all’infinito in Rete. Da allora i manifesti con il suo volto hanno invaso le vie di Teheran e di tutto il mondo. E lei è diventata il simbolo della repressione della libertà d’espressione, una martire dei diritti umani.

L’hanno chiamata l’onda verde, quella fiumana di persone che nel 2009 al grido di “dov’è il mio voto” si è ribellata ai risultati elettorali denunciando brogli a danno del candidato riformista Mir Hossein Mousavi. Durante le proteste furono almeno 40 i morti, 5000 le persone arrestate. Alcuni giacciono ancora in prigione, altri sono stati torturati e poi rilasciati, altri ancora giustiziati. Lo scorso gennaio, tanto per fare un esempio, Jafar Kazemi e Mohammad Ali Haj Aghaei sono stati impiccati per aver “orchestrato le dimostrazioni”.

A due anni dalle proteste, dunque, la situazione dei diritti umani in Iran non è affatto migliorata. Come dimostra un comunicato di Amnesty International del 9 giugno: “Le forze di sicurezza – si legge – continuano a reprimere con la violenza le proteste pacifiche e arrestano con grande facilità. I processi non sono equi. Nuove misure sono state approvate per limitare la libertà d’espressione”. Nel solo mese di gennaio sono state 87 le impiccaggioni. Sempre all’inizio dell’anno l’ avvocata e attivista Nasrin Sotoudeh, legale del premio nobel Shirin Ebadi, è stata condannata a undici anni di carcere e estromessa dalla sua professione “per aver svolto attività contro la sicurezza nazionale”. Il primo giugno un’attivista umanitaria Haleh Sabahi è morta durante i funerali del padre, noto oppositore politico. Un infarto è la versione ufficiale, un pestaggio attuato dagli uomini del regime quella di alcuni testimoni. Si calcola che i prigionieri di coscienza siano 600: sindacalisti, giornalisti, studenti, donne emancipate, registi e così via.

Lo scorso 21 dicembre l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione che esprimeva preoccupazione per la situazione dei diritti umani in Iran ed esortava il governo ad intervenire per porre fine alle violazioni. Ancora oggi Mir Hossein Mousavi e Mehdi Karroubi, entrambi candidati in opposizione al presidente Ahmadinejad nel 2009, subiscono gravi restrizioni della loro libertà di movimento.

Domani nel giorno della morte di Neda nascerà a Roma Iran Human Rights Italia, una costola dell’organizzazione nata a Oslo nel 2007: ”Negli ultimi due anni - spiega la neo-presidente Cristina Annunziata – migliaia di cittadine e cittadini iraniani sono stati imprigionati, torturati e assassinati per aver chiesto, come oggi accade in numerosi Paesi, dal Maghreb al Medio Oriente, democrazia, riforme e diritti umani. Iran Human Rights vuole amplificare la voce di chi lotta per i diritti umani in Iran e lanciare campagne efficaci per porre fine alle violazioni dei diritti umani nel Paese”.

L’attenzione è puntata sui detenuti politici perché come disse il giornalista Maziar Bahari il giorno del suo rilascio nell’ottobre del 2010: “L’incubo peggiore del prigioniero è quello di essere dimenticato”.

Nessun commento: