alla Filosofia Dialogica, Letteratura, Relazioni Internazionali, Scienze Interculturali, Diritti Umani, Diritto Civile e Ambientale, Pubblica Istruzione, Pedagogia Libertaria, Torah, Kabballah, Talmude, Kibbutz, Resistenza Critica e Giustizia Democratica dell'Emancipazione.



ברוך ה"ה







giovedì 30 giugno 2011

LA MALEDETTA INGIUSTIZIA DI OGNI GIORNO


*
La maledetta ingiustizia di ogni giorno

è la forza degli oppressori

e

la fragilità del popolo.
Il governo attuale,

il vaticano,

la mafia

e gli altri VAMPIRI

cercano il tempo diuturno,

il sangue,

l’energia,

la pace,

il cibo

e la forza di ogni cittatino,

per distruggere

e

rovinare

in modo irreparabile e totale,

con i denti canini della loro corruzione,

delle bugie

e

narcotiche religiosi,

dei reati e degli altri atti illeciti

e

illegali,

la vita – la nostra vita!


E poi eccoci: anche diventati vampiri!
BASTA!!!!

Pietro Nardella-Dellova, in Lettera di Viaggio, 2011

mercoledì 29 giugno 2011

LA FORZA DELLA BOCCA (a força da boca)



LA FORZA DELLA BOCCA


Le persone danno il massimo

per i signori feudali,
banchieri,
governi,
e venditori di illusioni religiose:

i loro corpi
la sua anima
la sua intelligenza
gli amici
amore
energia e
i loro figli

e dei denti
(un dente all'anno)
e tutti i denti dalla bocca

e, infine, la bocca!

© Pietro Nardella-Dellova, in Lettera di Viaggio, 6.2011


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A FORÇA DA BOCA

As pessoas dão tudo de si

aos senhores feudais
aos banqueiros
aos governos,
e aos vendedores de ilusões religiosas:

o próprio corpo
a própria alma,
a própria inteligência,
o seus amigos,
o amor,
a energia e
os seus filhos

e os dentes
(um dente ao ano)
e todos os dentes da sua boca

e, finalmente, a boca!

© Pietro Nardella-Dellova, in Lettera di Viaggio, 6.2011

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*

*

martedì 28 giugno 2011

El documental 'Voces desde Mozambique' anima a las africanas a luchar contra la opresión



El documental 'Voces desde Mozambique' anima a las africanas a luchar contra la opresión

BARCELONA, 9 Jun. (EUROPA PRESS) -

El documental 'Voces desde Mozambique', que se ha presentado este jueves en los cines Verdi Park de Barcelona, motiva a las mujeres africanas para vencer la opresión y luchar por su emancipación, y muestra la victoria de mujeres de diferentes generaciones en unas de las zonas más pobres del continente.

El largometraje, que está dirigido por Susana Guardiola y Françoise Polo, se estrenará el próximo 17 de julio y rescata la voz de las mujeres africanas a partir de la historia de Josina Machel, guerrillera mozambiqueña que luchó por la independencia y los derechos de la mujer.

Además, personalidades como la actual esposa de Nelson Mandela, Graça Machel, hablan sobre el papel que desempeñaron en la liberación de Mozambique y en la consecución de la emancipación de Mozambique y de las mujeres del país.

"Nuestra intención", han explicado los directores en un comunicado, "es contar historias reales de mujeres reales, compartir sus inquietudes y realidades, y aceptar sus grandes dificultades".

Para contar estas historias, Guardiola y Polo se han basado en los relatos de personajes como al joven Persínia, una niña de 11 años que quiere convertirse en enfermera; Vania, una ingeniera que debe tomar la decisión de continuar su carrera profesional o casarse, y Nadia, que canta canciones reivindicativas en un grupo musical.

Fonte: http://www.europapress.es/


*

VOICES FROM MOZAMBIQUE teaser

Valencia Declaration 2010


Valencia Declaration 2010

El día 28 de Marzo se ha celebrado en Valencia el V Congreso de Mujeres por un Mundo Mejor, después de la crónica de nuestras Directoras, que participaron al evento, os invitamos todas a leer la declaración de Valencia 2010.


Women’s rights are an essential part of human rights and as such must be respected.

However, and despite advances, lack of political will, insufficient resources, restrictions linked to various types of practice and customs still prevent their free exercise today. This makes it essential to consolidate social models which ennoble the lives of women in a world without discrimination and without violence, in a world which is equal for all, in a world where rights are facts. To reach this goal, to continue to move forward we, more than 500 women – from 50 African countries, from Spain, Europe and Latin America – gathered in Valencia on 27 and 28 March 2010 at the Fifth Meeting of Women for a Better World, hereby agree to the following commitments:

1. IN SUPPORT of political leadership: in the conviction that management by women enriches the democratic fabric, we propose to start a permanent programme, for political and social leadership in the Regional Training Centre in Bamako which is to open in the coming months.

2. In support of institutional development: We propose to double the number of programmes for reinforcing democratic institutions which we agreed on in Monrovia.

3. In support of business leadership: We propose to continue to facilitate women’s access to productive means and resources, fomenting the development of companies run by women, with the creation of two regional business promotion centres.

4. TO MOVE FORWARD in access to micro-finance: We propose to incorporate formulas for women to broaden their access to micro-finance and credit into the agenda for the Global Microcredit Summit to be held in Valladolid in 2011.

5. To move forward in agricultural management: We propose to continue to contribute to women’s capacitation with the programming of on-going regional training courses on management, trade and agricultural associations in the Mali Training Centre.

6. To move forward in concert with other institutions: We propose to favour cooperation with other regional organisations, backing the aims of the Decade of African Women launched recently by the African Union and the United Nations.

7. TO CONSOLIDATE education: we shall foment a training programme organised by the Spanish Distance Education University to increase the number of women teachers in various African countries and enlarge the cultural cooperation projects we are already implementing.

8. To consolidate health systems: We propose to initiate a programme in various countries to train nurses and midwives which guarantees better primary care.

9. And, for all that, we undertake to approve the STRATEGIC PLAN presented here in Valencia, with specific objectives and actions, before the next Meeting of Women for a Better World.

10. We hereby undertake to gather once more at the SIXTH MEETING to be held next year in Namibia.


fonte: http://vocesdesdemozambique.blogspot.com/


*

domenica 26 giugno 2011

IL MIO AMORE (o meu amor / mi amor / my love)



(...)
il mio amore è come zucchero filato:
le sue labbra si fondono
nelle mie labbra
(...)

Pietro Nardella-Dellova, in ADSUM, 1992

------

(...)
o meu amor é como algodão doce:
seus lábios se fundem
aos meus lábios
(...)

--------

(...)
mi amor es como el algodón de azúcar:
sus labios derriten
en mis labios
(...)

--------

(...)
my love is like cotton candy:
his lips melt
in my lips
(...)

Pietro Nardella-Dellova in Adsum, 1992


*

*

sabato 25 giugno 2011

LUNTAN' A' NAPULE' NUN C'E' PUO' STA'



Manifesto della Sinistra Per Israele

Manifesto della Sinistra Per Israele

1. Sinistra per Israele nasce per sviluppare la conoscenza delle posizioni della sinistra israeliana e la solidarietà nei confronti del "campo della pace" in Israele.

2. Sinistra per Israele intende combattere i pregiudizi antiisraeliani che albergano anche in una parte della sinistra italiana. Solo un rapporto più equilibrato con le parti in causa nel conflitto potrà portare ad effettivi risultati positivi.

3. La legittima opposizione ad alcune azioni dei governi di Israele non deve tradursi in condanne generalizzate e boicottaggi a tutta la società israeliana, l'unica società democratica e pluralista in medioriente.

4. Israele non va lasciata sola, preda dell'annessione forzata alla retorica semplificatrice della guerra fra civiltà portata avanti dalla destra

5. L'antisionismo di parte della sinistra può nascondere con troppa facilità una nuova e più sottile forma di antisemitismo

6. Sinistra per Israele condivide l'appoggio alla legittima rivendicazione nazionale palestinese, ma rifiuta atteggiamenti acritici che non distinguano le componenti patriottiche da quelle estremiste.

7. La dirigenza palestinese ha avuto innegabili responsabilità in rapporto all'abbandono delle trattative di pace e alla scelta della lotta violenta e persino del terrorismo.

8. Il terrorismo è un crimine inaccettabile, che deve essere condannato con forza e senza condizioni.

9. I governi di Israele hanno avuto gravi responsabilità che riguardano la costruzione degli insediamenti e forme di intervento in territorio palestinese che producono sofferenze e umiliazioni per la popolazione civile.

10. Sinistra per Israele resta fedele al principio "due popoli due stati" e all'insegnamento di Rabin: "Portare avanti il processo di pace come se non ci fosse il terrorismo, combattere il terrorismo come se on ci fossero trattative".

Il documento costitutivo esprime per esteso le posizioni di SPI elencate per punti del manifesto.

More Info
http://www.sinistraperisraele.info
http://www.sinistraperisraele.it
http://groups.yahoo.com/group/sinistr...

Positions
1.Sviluppare la conoscenza delle posizioni della sinistra israeliana e la solidarietà nei confronti del "campo della pace" in Israele;

venerdì 24 giugno 2011

l'Amazzonia in pericolo con la Legge della Foresta


L'Amazzonia è in serio pericolo: una delle due camere del Congresso del Brasile ha deciso di cestinare le leggi che oggi proteggono la foresta. Se non agiremo immediatamente la gran parte del polmone verde del nostro pianeta potrebbe essere distrutta.

La decisione ha scatenato un' indignazione diffusa e manifestazioni in tutto il paese. E la tensione sta crescendo: nelle ultime settimane molti ambientalisti sono stati uccisi, probabilmente da criminali commissionati dai latifondisti che disboscano illegalmente le foreste. Il tempo stringe, e ora stanno cercando di mettere a tacere ogni opposizione proprio mentre la legge è in discussione al Senato. Ma la Presidente Dilma può mettere il proprio veto, se solo riusciremo a convincerla che deve respingere le pressioni politiche nel paese e mostrarsi invece una leader a livello mondiale.

Il 79% dei brasiliani è in favore del veto di Dilma contro la modifica delle leggi che proteggono le foreste, ma le loro voci si scontrano con quelle della lobby dei latifondisti. Ora sta a noi alzare la posta e fare della protezione dell'Amazzonia una battaglia globale. Uniamoci in un appello enorme per fermare gli omicidi e la deforestazione illegale, e soprattutto per salvare l'Amazzonia.

Firma la petizione sotto - sarà consegnata a Dilma non appena riceveremo 500.000 firme:

http://www.avaaz.org/it/save_the_amazon/?vl

Tutti noi amiamo il Brasile! Il sole, la musica, il ballo, il calcio, la natura: è un paese che affascina milioni di persone in tutto il mondo. Questo è il motivo per cui il Brasile ospiterà la prossima Coppa del mondo, le Olimpiadi del 2016 e il vertice sulla terra del prossimo anno, un incontro che potrebbe fermare la morte lenta del nostro pianeta.

E tutta questa nostra passione per il paese non è ingiustificata: l'Amazzonia è fondamentale per la vita sulla terra, visto che ben il 20% del nostro ossigeno e il 60% dell'acqua dolce provengono dalle sue magnifiche foreste pluviali. E' per questo che è cruciale che tutti noi la proteggiamo.

Ma il Brasile è un paese che sta crescendo a ritmi da record, nel tentativo di far uscire dalla povertà decine di milioni di persone, e la pressione in favore della deforestazione e dell'estrazione di minerali è molto forte. Ed è questo il motivo per cui il paese sta per abbandonare la protezione dell'ambiente. Gli attivisti del posto sono stati uccisi, minacciati e fatti tacere, e ora sta ai membri di Avaaz di tutto il mondo mettersi dalla parte dei brasiliani e chiedere ai politici brasiliani di essere coraggiosi.

Molti di noi hanno visto nei propri paesi come sia la natura a pagare le conseguenze della crescita economica, e l'acqua e l'aria sono sempre più inquinate e le nostre foreste muoiono lentamente.

Per il Brasile però l'alternativa è possibile. Il predecessore di Dilma ha ridotto sensibilmente la deforestazione e ha costruito la reputazione internazionale del paese come leader nella difesa dell'ambiente, allo stesso tempo godendo di una fortissima crescita economica.

Uniamoci tutti insieme e chiediamo a Dilma di seguire quella strada - firma la petizione per salvare l'Amazzonia, e inoltra questa e-mail a tutti:

http://www.avaaz.org/it/save_the_amazon/?vl

Negli ultimi 3 anni i membri brasiliani di Avaaz hanno fatto passi avanti enormi e hanno portato avanti campagne che vanno verso il mondo che vogliamo: hanno ottenuto una coraggiosa legge anti-corruzione, hanno fatto pressione sul governo per chiedere di giocare un ruolo cruciale all'ONU, proteggere i diritti umani e intervenire in favore della democrazia in Medio Oriente, in Africa e altrove.

Ora che coraggiosi attivisti brasiliani sono stati uccisi per avere protetto una preziosa risorsa naturale per tutti noi, uniamoci e costruiamo un movimento internazionale per salvare l'Amazzonia e proclamiamo il Brasile come leader internazionale anche questa volta.

Firma la petizione e inoltra l'e-mail a tutti:

http://www.avaaz.org/it/save_the_amazon/?vl

Con speranza,

Emma, Ricken, Alice, Ben, Iain, Laura, Graziela, Luis e tutto il resto del team di Avaaz.

PIU' INFORMAZIONI

Ambientalisti uccisi in Brasile mentre una legge minaccia l'Amazzonia:

http://www.salvaleforeste.it/201106011458/ambientalisti-uccisi-in-brasile-mentre-una-legge-minaccia-lamazzonia.html


Brasile, Amazzonia a rischio con la nuova legge sulle foreste:
http://www.tmnews.it/web/sezioni/videonews/20110617_video_15463389.shtml


La maggioranza dei brasiliani è contraria alle modifiche alle leggi sulla foresta amazzonica (in inglese):
http://news.mongabay.com/2011/0611-amazon_code_poll.html


Amazzonia, la mafia del legno uccide ancora:
http://www.dirittodicritica.com/2011/06/06/amazzonia-brasile-legname-omicidi-21428/


Hanno lottato contro la deforestazione in Amazzonia: uccisi:
http://www.ambienteambienti.com/news/2011/05/news/hanno-lottato-contro-la-deforestazione-in-amazzonia-uccisi-39165.html/comment-page-1


La Camera bassa del Brasile adotta leggi meno stringenti sulla protezione delle foreste (in inglese):
http://www.washingtonpost.com/world/brazils-lower-house-approves-looser-forest-protections/2011/05/25/AGgXnaBH_story.html

mercoledì 22 giugno 2011

AGRICANTUS - Carizzi r'amuri (Es-Souk)



Agricantus,
voci Rosie Wiederkehr e Tonj Acquaviva
Testo: Tonj Acquaviva

Ri notti cavaleri spuntanu ri vausi
firrianu ntunnu ntunnu ballanu
si priparanu i viu paittiri spiriscinu nto sonnu
accussì abbannunata cunta -- ntunnu terra abbruciata sutta nfunnu scavannu acqua jlata
nzemmula beni e mali.

Es-souk si inchi
u cori si inchi
ri occhi nivuri
Es-souk si inchi
mi runi carizzi r'amuri.

Ntunnu ntunnu o focu fannu u me nomi
ballannu mi chiamanu sugnu ammira
tant'anni passati menzu a ventu e suli
si senti l'amuri comu scuma ri mari.

Ti nsunnava vulannu supra na naca r'acqua
occhi chini ri siti ballanu
si priparanu i viu paittiri spiriscinu nto sonnu
accussì addumata cunta -- vampi i focu nni runa sutta nfunnu scavannu signali r'amuri
nzemmula beni e mali.

Es-souk si inchi...


Carezze d'amore

Di notte cavalieri spuntano dai massi
girano in tondo, ballano
si preparano, li vedo partire, spariscono nel sonno, così abbandonata, racconta -- attorno terra bruciata, sotto, in fondo,
scavando acqua gelata,
insieme nel bene e nel male.

Es-souk si riempie
il cuore si riempie
di occhi neri
Es-Souk si riempie
mi dai carezze d'amore.

Attorno al fuoco fanno il mio nome
ballando mi chiamano sono ombra
tanti anni passati in mezzo al vento ed al sole
si sente l'amore come la schiuma del mare.

Ti sognavo volando sopra una pozza d'acqua
occhi pieni di sete ballano
si preparano li vedo partire, spariscono nel sonno. Così accesa racconta -- vampe di fuoco ci dà, sotto, in fondo
scavando segnali d'amore,
insieme nel bene e nel male.

Es-souk si riempie...

lunedì 20 giugno 2011

AVVOCATI NAPOLETANI


diritto

giustizia

libertà


*




DUE VERSI ATTRAVERSO IL MARE


(...)


due versi sono due ali che faccio volare attraverso il mare


portando il bacio che soffio tra le labbra della tua bocca.

(...)

Pietro N Dellova,

Lettera all'ombra del Colosseo, 2011

*

*

*

*

*

(dois versos são duas asas que faço voar pelo mar

levando o beijo que sobre entre os lábios da tua boca
.)

Pietro N-Dellova,

Carta à sombra do Colosseo, 2011
*

*

LA VIOLENZA CONTRO LA NATURA E CONTRO LE DONNE (a violência contra a natureza e contra as mulheres)


(...)
La violenza contro un animale,


un fiori,


un'uccelletto


o


un piccolo insetto


è sempre la violenza contro la natura,


l'umanità,


la terra,


l'universo


e


contro Le Forze del Bereshit;


(...)


e


la violenza contro le donne


è anche la violenza contro la natura,


l'umanità,


la terra,


l'universo,


contro le Forze del Bereshit


e


contro il Keter senza fine!


(...)

Pietro Nardella-Dellova, LA MORTE DEL POETA, 2009

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oss.:
Bereshit = l'inizio di tutto
Keter = la corona dell'infinito




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tradotto in portghese

(...) a violência contra um animal, uma flor, um passarinho ou um pequeno inseto é sempre a violência contra a natureza, a humanidade, a terra, o universo e contra as Forças de Bereshit; (...) e a violência contra as mulheres é também a violência contra a natureza, a humanidade, a terra, o universo, as Forças de Bereshit e contra o Keter infinito. (...)

Pietro Nardella-Dellova, A MORTE DO POETA E OUTROS MONÓLOGOS, Livraria Cultura, 2009.




*


*

domenica 19 giugno 2011

ANCORA BERESHIT: CHE BELLEZZA!!! (ainda Bereshit: que beleza!!!)


ANCORA BERESHIT: CHE BELLEZZA!!!

Che bellezza!

Il mondo è stupendo:

...la terra, l'aria, l'acqua, il fuoco,
e le foreste, i mari, le montagne, ghiaccio,
la vita animale...
il volo e il canto degli uccelli,
la musica della natura,
...stelle, luna, sole, pioggia, spazio,

ed anche delle tecnologie...wow!!!
ed i libri! e partiture!!! WOW!!!

non ci manca niente...

solo una vera umanità:
veri uomini, donne e persone...
veri padri, mamme e figli...
manca solo giustizia, verità e pace:
cioè, manca solo l'amore!

ANCORA BERESHIT: CHE BELLEZZA!!!!



Pietro Nardella-Dellova, 2011


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AINDA BERESHIT: QUE BELEZA!

Que beleza!

o mundo é estupendo:
a terra, o ar, a água e o fogo,
as florestas, os mares, as montanhas, o gelo,
a vida animal...
o vôo e o canto dos pássaros,
a musica da natureza,
estrelas, lua, sol, chuva, espaço,

e, também, a tecnologia...wow!!!!
e os livros! E partituras!!! WOW!!!

Não nos falta nada...

Somente uma verdadeira humanidade:
Verdadeiros homens, mulheres e pessoas...
Verdadeiros pais, mães e filhos...

Nos falta apenas a justiça, verdade e paz:
Isto é, falta apenas o amor!

AINDA BERESHIT: QUE BELEZA!





Pietro Nardella-Dellova, 2011

...LA GIOVENTÙ DEL MONDO DEVE RITORNARE DALLA NOSTRA DECOMPOSIZIONE...



(...) “ E’ meraviglioso, caro Ebel! Essere così delusi e offesi, come Lei è. Non è cosa di ognuno, interessarsi di verità e giustizia al punto da vederle anche dove non ci sono, e se la ragione che osserva viene così a fondo ferita, allora ci si può veramente dire, che il cuore è troppo nobile per il suo secolo. E’ quasi impossibile guardare senza veli la sporca realtà, senza ammalarsi… Lo so fa tremendamente male prendere commiato da una posizione dove si vedevano fiorire nelle proprie speranze tutti i frutti e i fiori dell’umanità… Per quanto riguarda la comunità ho una consolazione, che cioè ogni fermento e scioglimento debba necessariamente portare o alla distruzione o ad una nuova organizzazione. Ma non esiste distruzione, e di conseguenza la gioventù del mondo deve ritornare dalla nostra decomposizione. Si può ben dire con certezza che il mondo non è stato mai così variopinto, come adesso. Esso è una mostruosa complessità di contraddizioni e contrasti. Vecchio e nuovo! Cultura e rozzezza! Cattiveria e passione! Egoismo in pelle di pecora, egoismo in pelle di lupo!…Si potrebbe continuare la litania dall’alba a mezzanotte e si avrebbe citato soltanto un millesimo del caos umano. Io credo ad una futura rivoluzione degli spiriti e dei modi di immaginare, che farà arrossire quanto finora accaduto. Quanto più silenziosamente uno Stato cresce, tanto più stupendo diventa, una volta diventato maturo. La Germana è silenziosa, modesta, si pensa molto, si lavora molto, e grandi movimenti sono nei cuori della gioventù, senza che questi trascendano in slogan, come succede da altre parti…”. (...)

Johann Christian Friedrich Hölderlin:
LETTERA INDIRIZZATA A EBEL, 10 gennaio 1797.
*
*

BUONA SETTIMANA - שבוע טוב


BUONA SETTIMANA

שבוע טוב
שלום כל האור
כולם
... ברזילאי חברים
אחים איטלקית
עמידות בעולם

יהודים, ערבים ואפריקאים
אמריקה אירופה, אסיה
בני שם חם ויפת

שלום שכוח וחוכמה

פייטרו

----------------------
Buona Settimana
Pace e tutta la luce
a tutti
amici brasiliani
fratelli italiani
ebrei, arabi, africani
americani, europei, asiatici
figli di Shem, Ham ed Iafet

Pace, Forza e Sapienza!


*

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....E LA CANDELA CI ASPETTA


PER FARE IL FUOCO


DELLA


VITA


E


ANCHE DELLA PACE,


PERCHÈ SIAMO NOI TUTTI


RESPONSABILI PER PORTARE


IL


FUOCO PROMETEICO...


*


Pietro Nardella-Dellova
נשיקות - BACI




*

venerdì 17 giugno 2011

LUNA ROSSA


LUNA

ROSSA


...

ma
è

bella
troppo bella

bellissima
la musica da amare così
e prima e poi
perchè l'anima sua è chiara come un giorno di sole
e la sua bellezza
come
la
luna
piena
e
rossa

...



Pietro N-Dellova, Lettere a Lilith, 2011

ZERO


Zero from Zealous Creative on Vimeo.

NELL'OMBRA DEL COLOSSEO


NELL'OMBRA

DEL

COLOSSEO


(...)
nell'ombra del Colosseo
...lascierò un cioccolatino sulle labbra della donna bella
e
un bacio senza vergogna e senza freno
nel cielo della sua bocca
senza
parola
piena di vino
senza
bicchiere,
immerso nella canzone della sua bellezza
senza fine...
(...)

Pietro Nardella-Dellova, Lettere di Viaggio, 2011

*

*

JOGA BOSTA NA GENI ou, O IDIOTA QUE BERRA CONTRA O STF


JOGA

BOSTA

NA

GENI

ou,

O IDIOTA QUE BERRA

CONTRA

O

STF



Pietro Nardella Dellova



O STF APROVOU O HOMOSSEXUALISMO E LIBEROU A MACONHA?

Faz poucos dias, circularam muitas mensagens acerca das últimas decisões do STF. Entre elas, várias afirmando (conforme novela) que o STF aprovou o homossexualismo e liberou a maconha! Penso que entre as piores coisas está a ignorância. Aliás, a pior! E atualmente muitas vezes piorada, pois é uma ignorância meio que mórbida, virtual e emprestada, isto é, a ignorância alheia.

Então, vamos lá. O STF não aprovou o homossexualismo (nem poderia), pois o Brasil, país que respeito - e muito - não está mais sob os coturnos dos militares da ditadura (propositadamente escrevo a palavra “ditadura” com letra minúscula por se referir ao pior capítulo da história “brasiliana”, tendo em vista ser o período lamentável de duas décadas, sob a covardia militar, perversidade da TFP, truculência da direita, desfazimento dos direitos mais rudimentares de cidadania e, por desgraça, assassinatos de jovens idealistas e profundamente inteligentes.


Período que levará cem anos para ser integralmente higienizado!). O Brasil também não é um país nazista nem fascista e, graças aos deuses das florestas, também, não é um país teocrático, pois apenas estruturas teocráticas, nazistas, fascistas e, no caso da história do Brasil, militares, poderiam determinar, de forma impositiva, a opção sexual de cada pessoa! Aliás quaisquer opções políticas ou ideológicas!

Então, o STF apenas reconheceu os Direitos Civis devidos a todos (brancos, negros, amarelos, nacionais, estrangeiros (ufa!), homens, mulheres, crianças, idosos, mulheres espancadas (por seus maridos, igualmente nazistas, fascistas, teocráticos e, óbvio, idiotas...).


Os ignorantes vociferantes nunca leram nenhuma das oito Constituições do Brasil, nem o Artigo 5º da atual CF/88 (CF escrita por uma Assembléia legitimamente constituída, cujo objetivo primeiro era substituir a vergonhosa constituição que a ditadura militar outorgara em 1969).

Segundo as mensagens, o STF liberou a maconha. Não! O STF não liberou a maconha. Apenas reconheceu o direito de discutir a sua descriminalização, o direito de ir às praças e defender idéias. Talvez a ignorância de plantão pense que a praça seja o local para soldados (refiro-me aos que nada têm a ver com democracia). Não, não é. As praças pertencem ao povo e nelas o povo pode e deve se manifestar.


Manifestação é a melhor imagem de uma democracia. E mais, a manifestação dos Ministros do STF que nada escondem quanto aos seus posicionamentos jurídicos e filosóficos é, igualmente, uma expressão louvável da democracia “brasiliana”.

Pois bem! Todos têm direitos civis! Todos têm direito de se expressar em público, ainda que seja para tratar do assunto “descriminalização” da maconha!

Finalmente, a despeito do sem número de idiotices ditas (e compartilhadas por outros idiotas) parabenizo o Brasil por ser o país que é. Por ter se tornado um exemplo de democracia, liberdades, direitos civis, por saber escolher nas urnas quem deva governar seus projetos. Parabenizo-o, ainda, pela Magistratura que tem e, especialmente, pelo STF.

A lição de casa (valendo um ponto) para resistir à ignorância que vocifera contra a Democracia, e para respectivos ignorantes que compartilham idiotices, é ler o AI-5 (1969) e compará-lo com o Artigo 5º da CF/1988.


E, se sobrar tempo, ouvir a maravilhosa música de Chico Buarque e entender, entre suas várias composições, a letra de “Geni e o Zepelim” e, especialmente, o que significa “joga bosta na Geni”!

Obs.:

Obs.: AI-5 é Ato Institucional nº 5, instrumento utilizado pelos ditadores (e seus financiadores e patrocinadores civis e poderosos) para colocar o Brasil de joelhos, calar os que deveriam falar, destruir uma geração inteira e idiotizar a educação.

© Pietro Nardella-Dellova, Prof. de Direito e Consultor, Mestre em Direito pela USP e Mestre em Antropologia Religiosa pela PUC/SP. Pós-graduado em Direito Civil e em Literatura. Formado em Direito e em Filosofia. Autor de vários livros, entre os quais, A MORTE DO POETA NOS PENHASCOS E OUTROS MONÓLOGOS, 2009 (Livraria Cultura)
*
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giovedì 16 giugno 2011

STF, MORALISMOS, MATRICULADOS, CHURRAS e SUUM CUIQUE TRIBUERE

STF,



MORALISMOS,



MATRICULADOS,



CHURRAS e



SUUM CUIQUE TRIBUERE






por Pietro Nardella Dellova


O STF reconheceu - e decidiu - que a Relação Homoafetiva é entidade familiar, com direitos civis garantidos, assim como ocorre com a União Estável. A esta decisão os próprios ministros chamaram de “histórica” sem, contudo, sê-lo, pois, o julgamento da mais alta Corte nada mais foi que o espelho de decisões de um sem número de juízes singulares, de primeira instância, que, de forma consciente e extremamente profissional (sem holofotes) decidem há anos sobre tais direitos.

É bom que se diga que o STF não decidiu, nem poderia, sobre a opção sexual de cada pessoa, pois isto é do universo privativo, íntimo, indevassável e indizível de cada um.

Logo após a decisão (não histórica, mas importante) ouvi uma pessoa indignada com os seus reflexos sobre a família, a sociedade (blá blá blá) e o ensino do Direito. Sim, tem a ver com o ensino do Direito e um dos princípios básicos, com o qual o estudante tem contato no primeiro dia de aula é “dar a cada um o seu direito” (suum cuique tribuere). Junte-se a este, o da Constituição Federal: “a intimidade é inviolável” (Art. 5º, X).

Em que pesem as festanças públicas promovidas por gays, lésbicas e similares, desejosos de serem vistos e reconhecidos pela sociedade da qual fazem parte, assim como ocorrem festanças (públicas) de religiosos desesperados por cooptar o mundo, de políticos ávidos por enganar o povo, de matriculados em algum curso superior que compraram um diploma (churras da colação!!!), os direitos civis devem ser reconhecidos a todos, indiscriminadamente!

Pode ser horrível a um conservador ver, ainda que de rabo de olho, as manifestações dos grupos LGBTs. Mas, é, também, horrível aos olhos de um homem livre de preconceitos, ver (ou ouvir) as pregações de religiosos nas áreas públicas, assim como a um cidadão, ouvir os discursos de políticos falsários ou, ainda, a um estudante participar dos “churras” geralmente promovidos pelos matriculados (matriculado é uma coisa, estudante é outra). De qualquer maneira, o mundo democrático pressupõe liberdade a todos e, igualmente, direitos civis de todos!

Antes que me esqueça! A pessoa que ficou indignada com a decisão (não histórica) do STF é negra! Pensei comigo: “será que esta pessoa sabe que faz um pouco mais de cem anos que os negros deixaram de ser “coisa” para se tornarem “pessoas”? Será que sabe, ainda, que ao mundo do direito pouco, ou nada, importam os arrepios moralistas?

Direito bom, bom mesmo, seja civil ou constitucional, é direito de todos, que inclua todos. A opção sexual é aspecto intocável da intimidade, assim como deveria ser a opção religiosa! Enfim, todo preconceito, aprisionamento de liberdades, estupidez religiosa e massificação de pessoas, está umbilicalmente relacionado ao crescente número de matriculados, em detrimento ao número de estudantes!

© Pietro Nardella-Dellova, Mestre em Direito (USP) e em Ciências da Religião (PUC), Professor de Direito e membro da UBE. Autor do A MORTE DO POETA NOS PENHASCOS E OUTROS MONÓLOGOS, 2009 (Livraria Cultura), entre outros.

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mercoledì 15 giugno 2011

Fiabe in versi di Aleksandr Pushkin: Il pescatore e il pesciolino (o: «Il pesciolino d'oro»)


Fiabe in versi di Aleksandr Pushkin:

Il pescatore e il pesciolino

(o: «Il pesciolino d'oro»)

*

Viveva un vecchio con la sua vecchia
proprio sul bordo del mare azzurro
in un'antica, rozza capanna
ormai da almeno trentatre anni.
Pescava il vecchio con la sua rete
mentre la vecchia filava al fuso.
Un giorno in mare la rete getta,
quella risale con solo fango.
Un'altra volta getta la rete,
con delle alghe quella risale.
Getta la rete la terza volta,
un pesciolino solo vi trova,
ma non comune: è un pesce d'oro.
Il pesce d'oro supplica il vecchio
parlando proprio con voce umana:
«O vecchio, lascia ch'io torni al mare!
Io ti darò per me gran riscatto:
quello che vuoi potrai ottenere.»
E spaventato il vecchio, e stupito:
trentatre anni ch'è pescatore
e mai ha udito pesce parlare.
il pesciolino d'or lascia andare
ed a lui parla con gentilezza:
«O pesce d'oro, con te sia Dio!
il tuo riscatto, no, non mi occorre;
ora ritornatene al mare azzurro,
per quant'è immenso libero va'.»
Tornato il vecchio dalla sua vecchia,
le raccontò di quel gran prodigio:
«Oggi ho pescato un sol pesciolino,
ma non comune: un pesce d'oro;
egli, parlando con voce umana,
m'ha supplicato di liberarlo
con la promessa d'un gran riscatto:
m'avrebbe dato quel che volevo.
Ma non ho osato chieder riscatto
e l'ho lasciato nel mare azzurro.»
La vecchia allora rimbrotta il vecchio:
«Uomo da poco, stupido e sciocco!
Non hai saputo chieder riscatto!
Gli avessi almeno chiesto un mastello,
che tutto rotto è quello che abbiamo.»
Al mare azzurro fece ritorno
e lo trovò che alquanto era mosso.
Il pesce d'oro prese a chiamare,
il pesciolino venne e gli chiese:
«Di che hai bisogno vecchietto mio?»
Rispose il vecchio con un inchino:
«Abbi pietà di me, signor pesce,
rimproverato m'ha la mia vecchia
ed a me vecchio non da più pace:
essa vorrebbe un nuovo mastello,
che tutto rotto è quello che abbiamo.»
Il pesciolino d'oro rispose:
«Non rattristarti, ma va' con Dio,
avrete presto un nuovo mastello.»
Tornato il vecchio dalla sua vecchia,
vide che aveva un nuovo mastello.
Ma ancor rimbrotti ebbe da lei:
«Uomo da poco, stupido e sciocco!
hai chiesto, sciocco, un nuovo mastello!
Certo che adesso siam ben serviti!
Sciocco, dal pesce subito torna,
fa' riverenza e chiedigli un'izba»
Al mare azzurro fece ritorno
(che cominciava già ad agitarsi).
Il pesce d'oro prese a chiamare,
il pesciolino venne e gli chiese:
«Di che hai bisogno, vecchietto mio?»
Rispose il vecchio con un inchino:
«Abbi pietà di me, signor pesce,
la vecchia è ancora peggio di prima
ed a me vecchio non da più pace:
vorrebbe un'izba, la vecchia arpia.»
Il pesciolino d'oro rispose:
«Non rattristarti, ma va'con Dio,
avrete presto l'izba che chiede.»
Alla capanna fece ritorno,
però di quella non trovò traccia;
ora c'è un'izba con la sua stanza
che di mattoni ha il bianco camino,
e con la porta d'assi di quercia.
Siede la vecchia alla finestrella,
e più di prima rampogna il vecchio:
«Uomo da poco, stupido e sciocco!
Hai chiesto, sciocco, soltanto un'izba!
Torna dal pesce, fa' riverenza:
esser non voglio più una stracciona,
esser io voglio gran nobildonna.»
Al mare azzurro fece ritorno
(eran già l'acque molto agitate).
Il pesce d'oro prese a chiamare,
il pesciolino venne e gli chiese:
«Di che hai bisogno, vecchietto mio?»
Rispose il vecchio con un inchino:
«Abbi pietà di me, signor pesce,
peggio di prima strilla la vecchia
ed a me vecchio non dà più pace:
esser non vuole più una stracciona.
ora vuol esser gran nobildonna.»
Il pesciolino d’oro rispose:
«Non rattristarti, ma va' con Dio»
Tornato il vecchio dalla sua vecchia,
trovò che c'era un gran palazzo.
E sta la vecchia sul terrazzino,
di zibellino ha vesti preziose,
ha di broccato cuffia sul capo
e intorno al collo giri di perle,
anelli d'oro porta alle dita
e stivaletti rossi ai suoi piedi.
Le stanno accanto servi fedeli;
essa li batte e lor tira il ciuffo.
Dice qui il vecchio alla sua vecchia:
«Salve signora, nobil padrona!
sarà ormai pago l'animo tuo.»
La vecchia irata gli grida contro
ed alle stalle servo lo manda.
Sette di passan, poi altri sette,
ancor peggiora la vecchia arpia;
rimanda il vecchio dal pesciolino.
«Torna dal pesce, fa riverenza:
esser non voglio più nobildonna,
esser io voglio vera zarina.»
Ma spaventato domanda il vecchio:
«Quale demonio mai t'ha pigliato?
Non sai parlare né comportarti.
Sarai zimbello per il reame.»
Più ancor di prima quella s'infuria
ed il marito forte schiaffeggia.
«Con me discuti, sciocco villano
con me, che sono d'alto lignaggio
or con le buone d'andar ti dico;
va', o con la forza ti farò andare.»
Ed il vecchietto ritornò al mare
(e quello s'era tutto incupito).
Il pesce d'oro prese a chiamare,
il pesciolino venne e gli chiese:
«Di che hai bisogno, vecchietto mio?»
Rispose il vecchio con un inchino:
«Abbi pietà di me, signor pesce,
che la mia vecchia grida di nuovo:
esser non vuole più nobildonna,
ora vuoi esser vera zarina.»
Il pesciolino d'oro rispose:
«Non rattristarti, ma va' con Dio!
Bene! La vecchia sarà zarina!»
Tornato il vecchio dalla sua vecchia,
vede ch'è sorta nuova una reggia.
Ed all'interno la vecchia vede
che da zarina siede alla mensa,
mentre la servon molti boiari,
le stan versando vin d'oltre mare;
lei mangia dolci di pan pepato;
le stanno intorno guardie tremende
con alabarde tenute a spalla.
Come la vede, lui si spaventa
ed ai suoi piedi presto si getta,
dice: «Salute, grande zarina!
Sarà ormai pago l'animo tuo?»
Ma la vecchiaccia neppur lo guarda,
lo fa scacciare dal suo cospetto.
Nobili accorron, grandi boiari
a spinger fuori quel poveretto.
E sulla porta si fan le guardie,
quasi lo uccidon con le alabarde;
fuori c'è il popol pronto a schernirlo:
«Ben ti sta questo, vecchio pezzente
Ti serva, vecchio, questa lezione:
resta al tuo posto senza fiatare!»
Sette di passan, poi altri sette,
ancor peggiora la vecchia arpia.
I cortigiani manda al marito
perché lo portino al suo cospetto.
Dice la vecchia, tutta superba:
«Torna dal pesce, fa' riverenza.
Esser non voglio più io zarina.
Essere voglio del mar signora,
l'Oceano mare voglio abitare
perché mio servo sia il pesce d'oro
e messaggero nei miei affari.»
Il vecchio allora perse coraggio
più non osando dire parola.
Al mare azzurro fece ritorno
che a lui apparve tutto in tempesta,
con cavalloni grandi e rabbiosi
che con frastuono muggivan alti.
II pesce d'oro prese a chiamare,
il pesciolino venne e gli chiese:
«Di che hai bisogno, vecchietto mio?»
Rispose il vecchio con un inchino:
«Abbi pietà di me, signor pesce!
Che posso fare con quella vecchia?
Più non le basta d'esser zarina,
esser lei vuole del mar signora;
l'Oceano mare vuole abitare
perché tu stesso servo le sia
e messaggero nei suoi affari.»
Il pesciolino non disse nulla,
battè sull'acqua sol con la coda
e nel profondo del mar disparve.
A lungo attese lui la risposta,
poi dalla vecchia fece ritorno
trovò di nuovo la sua capanna
e la sua vecchia seduta fuori
vicino al vecchio mastello rotto.

*
(Traduzione dal russo ad opera di Saverio Reggio.

Si ringrazia il traduttore,

nonché il forum culturale italo-russo

«Mandolino & Balalajka»

per la pubblicazione di questo testo.)

A. Bandi, L'occhio della Mansfield



La memoria è una maga triste;

e la sua patria è una terra remota che il tempo governa:

pochi minuti o molti anni vi acquistano

la stessa livrea dei morti che possono ben risuscitare,

ma non sottrarsi a un ineffabile segno di astrazione,

di illusione perduta.

Su questa terra si costruiscono meraviglie,

ma non si può mangiare né bere.

(A. Banti, L’occhio della Mansfield [1949],

in Opinioni, Il Saggiatore, Milano 1961, p. 119)

Vittorini, Il Politecnico



Entrate dove c'è un poeta, che sia grande,

e subito vedete che il problema di un paese non ha più confini precisi,

diventa un problema di tutto il mondo.

Leggiamo Hoelderlin, pur vecchio di un secolo e mezzo,

e la Germania ci viene a cuore come il nostro paese stesso...

(Vittorini , «Il Politecnico», n. 33-34, sett. 1946)

domenica 12 giugno 2011

Spazio delle donne stupende, meravigliose (espaço das mulheres estupendas, maravilhosas)

SPAZIO DELLE DONNE STUPENDE

(espaço das mulheres maravilhosas)



Lilith, la luna nera (la prima donna a dire: BASTA!)



Alda Merini


Ancilla Marighetto


Anita Garibaldi


Anna Maria Enriques Agnoletti


Camilla Ravera


Carla Capponi


Cecilia Daganutti


Chiquinha Golçalves


Cora Coralina


una donna contro Armadinejad, Iran


una ragazza contro Afghanistan


una donna contro Mubarak, Egitto


Gina Borellini


Golda Meir


Helen Suzman


Gabriella Degli Spositi


Ines Bedeschi


Iris Versari


Irma Bandiera


Jeanne D'Arc


Lavinia Fontana


Margherita Hack


Margherite Yourcenar


Michelina De Cesare


Modestia Rossi Polleti


Nadine Gordimer


Nilde Iotti


Norma Pratelli Parenti


Paola Del Din


Princesa Isabel, Brasile (figlia di Teresa Cristina - di Napoli)




Rita Levi-Montalcini


Rita Rosani


Sasha Cohen


Schiulamith, la donna del Cantico dei Cantici


Vera Vessalle


Madre Teresa de Calcutá






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