alla Filosofia Dialogica, Letteratura, Relazioni Internazionali, Scienze Interculturali, Diritti Umani, Diritto Civile e Ambientale, Pubblica Istruzione, Pedagogia Libertaria, Torah, Kabballah, Talmude, Kibbutz, Resistenza Critica e Giustizia Democratica dell'Emancipazione.



ברוך ה"ה







giovedì 24 novembre 2011

PACIFISMO

PACIFISMO
(...)
Si, sono pacifista, ma questo concetto non mi rende ubriaco fino ad offuscare il giudizio!
Il pacifismo è un concetto buono e stupendo! Ma, l’ingiustizia, l’oppressione, la violenza dello Stato e della sua polizia, i banchieri e gli altri usurai, i bugiardi religiosi, l'inquisizione, l’olocausto, il bullismo,, i tiranni, i dittatori (occidentali ed orientali, africani ed europei, asiatici ed americani “nord-centro-sud”), cioè le violenze generali di tanti quanti sono reale, troppo reale – e non un concetto !
Si, sono pacifista (per lo tanto del meraviglioso concetto), ma prima di tutto sono libertário! Esser libertario non è un concetto, è reale, troppo reale!
Alla sinistra porto della Poesia; alla destra, la spada! Nella testa l'ideale di zappa e seme!
(...)

Pietro Nardella-Dellova, in Lettera di Viaggio, 2011
Testo completo sul Blog http://nardelladellova.blogspot.com/

*
*
*
PACIFISMO

(...)
Sim, sou pacifista, mas este conceito não me faz embriagado de modo a ofuscar o meu juízo!
O pacifismo é um conceito bom e maravilhoso! Mas, a injustiça, a opressão, a violência do Estado e de sua polícia, os banqueiros e outros agiotas, os mentirosos religiosos, a inquisição, o holocausto, o assédio moral, os tiranos, os ditadores (ocidentais e orientais, africanos e europeus, asiáticos e americanos “norte-centro-sul”), isto é, as violências gerais de tantos quantos são violências reais, muito reais – e não um conceito!

Sim, sou pacifista (pelo tanto do estupendo conceito), mas, antes de tudo, sou libertário! Ser libertário não é um conceito, é real, bem real!
À mão esquerda, carrego a Poesia; à direita, a espada! Na mente o ideal de enxada e semente!
(...)

Pietro Nardella-Dellova, in Lettera di Viaggio, 2011
Texto completo no Blog http://nardelladellova.blogspot.com/

mercoledì 23 novembre 2011

Wilhelm Stekel: DIRITTO AL GODIMENTO: DIRITTO ALL’AMORE ( del libro LA DONNA FRIGIDA, 1920)

Wilhelm Stekel 1868-1940



DIRITTO AL GODIMENTO: DIRITTO ALL’AMORE
(...)
Il riconoscimento del figlio illegitimo, l’uguaglianza dei diritti sociali della donna, il diritto al voto sono un grande passo avanti per le donne. Ma sempre l’umanità e specialment le donne, gemono ancora sotto il peso della morale ipocrita.
Lo Stato ha perdutto i diritti di cui è impossessato. Ma la Società non ha mutato i suoi concetti.
La morale sessuale del piccolo borghese regna sempre, s’arroga il diritto di dettare all’individuo la strada della sua vita minacciandolo di morte civile se si permette di deviare da quello che si deve fare, da quello che fanno tutti, da quello che è prescritto dalle leggi crudeli e non scritte del caduco codice morale.
Il diritto sessuale dell’individuo deve essere rifatto. Il diritto all’amore ed alla felicita, il diritto al godimento sessuale deve essere accordato all’individuo, che deve avere il diritto di disporre del suo corpo secondo il proprio desiderio, senza renderne conto alla morale pubblica.
Lo dico chiaramente: il diritto all’amore!
(...)

Wilhelm Stekel DIE GESCHLECHTSKAELTE DER FRAU (Eine Psychopatologie des weiblichen Liebesleben), 1920 (traduzione italiana del Dott. Davide Rossili: LA DONNA FRIGIDA (Psicopatologia della vita amorosa femminile), 1926, pag 513

gli altri testi sul Blog Caffè Diritto Poesia
http://nardelladellova.blogspot.com/

martedì 22 novembre 2011

Documental de la Inquisicion e las Torturas: la herencia católica (español) 10/10

Documental de la Inquisicion e las Torturas: la herencia católica (español) 9/10

Documental de la Inquisicion e las Torturas: la herencia católica (español)8/10

Documental de la Inquisicion e las Torturas: la herencia católica (español) 7/10

Documental de la Inquisicion e las Torturas: la herencia católica (español) 6/10

Documental de la Inquisicion e las Torturas: la herencia católica (español) 5/10

Documental de la Inquisicion e las Torturas: la herencia católica (español) 4/10

Documental de la Inquisicion e las Torturas: la herencia católica (español) 3/10

Documental de la Inquisicion e las Torturas: la herencia católica (español) 2/10

Documental de la Inquisicion e las Torturas: la herencia católica (español) 1/10

The Story of Emma Goldman (7/7): The Final Years in Exile

The Story of Emma Goldman (6/7): The Russian Disaster

The Story of Emma Goldman (5/7): The Great War

The Story of Emma Goldman (4/7): The Public Speaker

The Story of Emma Goldman (3/7): Feminism and Leon Czolgosz

The Story of Emma Goldman (2/7): Propaganda by the Deed

The Story of Emma Goldman (1/7): Arriving in America

domenica 20 novembre 2011

Modus Libertario


MODUS LIBERTARIO

sto svegliato
o dato
adattato all'alba
all'ad ad
il giorno domani
soggiorno - e preoccupa così tanto
io non lo penso
(vinco)
Non mi importa registratore di punto
mi disappunto
ipocrisia attiva-sociale
polvere sociale
crisi sociale
cris cristallizzarsi
sto svegliato
fino al momento di svenire
fino al momento di svegliare
sarò svenuto nell'aria
sarò ad
essere, congetturare d'aria
aria aria aria
aria aria
arare
perché voglio il senso
della vita
per vita
respirare vita
per vita
bere vita
avere la vita
vivere la vita
àvida !

Pietro Nardella-Dellova,

in ADSUM, Ed. Scortecci,1992, p 25
*
immagine:
Castel Nuovo, Museo Civico, Napoli
dell'album particolare di Pietro Nardella Dellova
*
*
MODO LIBERTÁRIO

estou acordado
ou dado
na madrugada
a ad ad
o dia de amanhã
adia - e importa tanto
que nem penso nele
(venço)
não me importa o cartão de ponto
me desaponto
hipocrisia ativa-social
pó social
crise social
cris cristalizar-se
estou acordado
até a hora em que desmaiar
até a hora em que acordar
estarei desmaiado no ar
estarei ad
estar esmar ar
ar ar ar
ar ar
arar
porque eu quero o sentido
da vida
por vida
respirar vida
por vida
beber vida
ter a vida
viver a vida
ávida!

Pietro Nardella-Dellova,

in ADSUM, Ed. Scortecci, 1992, p 25
*

* immagine:
Castel Nuovo, Museo Civico, Napoli
dell'album particolare di Pietro Nardella Dellova

*

פרשת חיי שרה Parashà Chaiiè Sarà

(...)

א וִַיּֽהְי֙וּ חֵַיּ֣י שָׂרָ֔ה מֵאָ֥ה שָׁנָ֛ה וְעֶשְִׂר֥ים
שָׁנָ֖ה וְשֶׁ֣בַע שִָׁנ֑ים שְֵׁנ֖י חֵַיּ֥י שָׂרָֽה׃
ב וַתָּ֣מָת שָׂרָ֗ה בְּקִרְַי֥ת אְַרבַּ֛ע הִ֥וא חֶבְר֖וֹן
בְּאֶ֣רֶץ כְָּנ֑עַן וַיָּבאֹ֙ אַבְרָהָ֔ם לִסְפֹּ֥ד לְשָׂרָ֖ה
וְלִבְכֹּתָֽהּ׃ ג וַיָּ֨קָם֙ אַבְרָהָ֔ם מֵעַ֖ל פְֵּנ֣י מֵת֑וֹ
וַיְדַבֵּ֥ר אֶל־בְּנֵי־חֵ֖ת לֵאמֹֽר׃ ד גֵּר־וְתוֹשָׁ֥ב
אָֽנֹכִ֖י עִמָּכֶ֑ם תְּנ֨וּ לִ֤י אֲחֻזַּת־קֶ֨בֶר֙ עִמָּכֶ֔ם
וְאֶקְבְּרָ֥ה מֵתִ֖י מִלְּפָָנֽי׃ ה וַַיּֽעֲנ֧וּ בְנֵי־חֵ֛ת
אֶת־אַבְרָהָ֖ם לֵאמֹ֥ר לֽוֹ׃ ו שְׁמָעֵ֣נוּ ׀ אֲדֹנִ֗י
נְשִׂ֨יא אֱלֹהִ֤ים אַתָּה֙ בְּתוֹכֵ֔נוּ בְּמִבְחַ֣ר
קְבָרֵ֔ינוּ קְבֹ֖ר אֶת־מֵתֶ֑ךָ אִ֣ישׁ מִמֶּ֔נּוּ
אֶת־קִבְר֛וֹ לֽאֹ־יִכְלֶ֥ה מִמְּךָ֖ מִקְּבֹ֥ר מֵתֶֽךָ׃

(...)

venerdì 18 novembre 2011

È URGENTE (per la polizia)


E ' urgente!
Agli uomini e alle donne della Polizia, (devo sottolineare alcune anime stupende con il dito) dovrebbe essere imposta l'istruzione superiore in Sociologia, Filosofia, Psicologia, Scienze Politiche, Antropologia, Storia e Diritto (tutti questi corsi, uno dopo l'altro) al fine di uscire con una divisa!
Se si vuole uscire con la divisa, ed anche armata, dopo di questi corsi, la Polizia deve rispondere almeno in tre lingue (anche la portoghesa!).
E, infine, per uscire, armata e con la divisa, ed enventualmente, accedere ad una università o tra i cittadini "perseguitati", "esclusi" e "abusati" per tutta la vita, sia dai trafficanti o dal governo, deve fare tutto questo e reincarnarsi sette volte!
Senza tutte queste "formazione", di queste tre lingue (anche la portoghesa “molto bene”) e sette reincarnazioni, l'uniforme e l'arma saranno (e sono) il rasoio nelle mani di Jason!
Ecco!
Va bene, la stessa cosa per la polizia italiana e greca

Pietro-Dellova Nardella, in ERGA OMNES, 2011
*
*
É urgente!
Aos homens e mulheres da Polícia, salvo algumas almas estupendas, contadas a dedo, deve impor-se a formação superior de Sociologia, Filosofia, Psicologia, Ciências Políticas, Antropologia, História e Direito (todos estes cursos, um após o outro), a fim de sair à rua com uma farda!
Se quiser sair à rua com a farda e, também, armada, além destes cursos, a Polícia deve conhecer pelo menos três línguas (fora o português)!
E, finalmente, para sair à rua, armada e fardada e, enventualmente, entrar em uma Universidade ou transitar entre Moradores "molestados", "excluídos" e "violentados" a vida inteira, seja por traficantes ou pelo governo, deve, além de tudo isso, reencarnar sete vezes!
Sem todos estes Cursos de "formação", estas três línguas (fora o bom português) e as sete reencarnações, a farda e a arma serão (como são) uma navalha nas mãos de Jason!
Ecco!
VA BENE, LA STESSA COSA PER LA POLIZIA ITALIANA e GREGA!

Pietro Nardella-Dellova, in ERGA OMNES, 2011
*

I VERI NEMICI (os verdadeiros inimigos)

I VERI NEMICI

(...)
Sei sono i nostri veri nemici:

chi rimane indifferente;
quello che è omesso;
chi vuole salvarci per il paradiso;
quello che silenzia la nostra bocca;
e che sorveglia la vita degli altri
e, infine, quelli che annunziano moralismi!
(...)

Pietro Nardella-Dellova,

in ERGA OMNES, 2011

*
*
OS VERDADEIROS INIMIGOS
(...)
Seis são os nossos verdadeiros inimigos:

aquele que se mantém indiferente,
quem se omite,
o que quer nos salvar para o céu,
aquele que nos emudece,
e que vigia a vida alheia
e, enfim, os que pregam moralismos!
(...)

Pietro Nardella-Dellova,

in ERGA OMNES, 2011

*

: IDEALE, Enrico Caruso (1906)



IDEALE

di Paolo Tosti
nella voce di Caruso (1906)

Io ti seguii come iride di pace
Lungo le vie del cielo:
Io ti seguii come un'amica face
De la notte nel velo.
E ti sentii ne la luce, ne l'aria,
Nel profumo dei fiori;
E fu piena la stanza solitaria
Di te, dei tuoi splendori.

In te rapito, al suon de la tua voce,
Lungamente sognai;
E de la terra ogni affanno, ogni croce,
In quel [sogno]1 scordai.
Torna, caro ideal, torna un istante
A sorridermi ancora,
E a me risplenderà, nel tuo sembiante,
Una novella aurora.

*

*

SIMM'È NAPULE PAISÀ, Fausto Cigliano (tarantella: canzoni napoletane)



SIMM'È NAPULE PAISÀ,

Fausto Cigliano

Canzoni Napoletane
Simmo E Napule Paisa
Author: Canzoni Napoletane


(FIORELLI - Valente)

Tarantella, facennoce 'e cunte,
nun vale cchiù a niente
'o ppassato a penzá...
Quanno nun ce stanno 'e tramme,
na carrozza è sempe pronta
n'ata a ll'angolo sta giá:
Caccia oje nénna 'o crespo giallo,
miette 'a vesta cchiù carella,
(...cu na rosa 'int' 'e capille,
saje che 'mmidia 'ncuoll' a me...)
Tarantella, facènnoce 'e cunte,
nun vale cchiù a niente
"'o ppeccomme e 'o ppecché..."

Basta ca ce sta 'o sole,
ca c'è rimasto 'o mare,
na nénna a core a core,
na canzone pe' cantá...
Chi ha avuto, ha avuto, ha avuto...
chi ha dato, ha dato, ha dato...
scurdámmoce 'o ppassato,
simmo 'e Napule paisá!...
Tarantella, stu munno è na rota:
chi saglie 'a sagliuta,
chi sta pe' cadé!
Dice buono 'o mutto antico:
Ccá se scontano 'e peccate...
ogge a te...dimane a me!
Io, nu poco fatto a vino,
penzo ô mmale e penzo ô bbene...
ma 'sta vocca curallina
cerca 'a mia pe' s''a vasá!
Tarantella, si 'o munno è na rota,
pigliammo 'o minuto
che sta pe' passá...
Basta ca ce sta 'o sole.....
- lenta-
Tarantella, 'o cucchiere è n'amico:
Nun 'ngarra cchiù 'o vico
addó mm'ha da purtá...
Mo redenno e mo cantanno,
s'è scurdato 'o coprifuoco,
(tirateladimeno.com) vò' surtanto cammená...
Quanno sta a Santa Lucia,
"Signurí', - nce dice a nuje -
ccá nce steva 'a casa mia,
só' rimasto surtant'i'..."
E chiagnenno, chiagnenno, s'avvía...
...ma po', 'a nustalgía,
fa priesto a ferní...
- accelerando -
Basta ca ce sta 'o sole.....

*

*

- COMME SE CANTA A NAPULE, Mario Abbate





COMME SE CANTA A NAPULE

Mario Abbate .
Versi e musica di E.A.Mario
*
Comme se canta a Napule
t''o vvuó' 'mpará, pecché giá te n'adduone
ca dint''o core va nu raggio 'e sole,
sentenno na canzone...

E Napule chest'è, chesto pò dá...
pò dá speranze a chi nun spera cchiù:
resate allère e freve 'e passione...

E basta sulamente
nu mandulino
p'avantá 'e ttrezze belle e ll'uocchie doce...
n'aria 'e ciardino,
nu filo 'e voce,
nu core ardente,
ca, ride o chiagne, vò' sempe cantá!

II

Canzone ca suspirano
dint'a na varca o sott'a nu barcone...
Canzone, allère e triste, ca ogne core
se 'mpara 'e ogne stagione...

E a chi è straniero e vène, o se ne va,
core lle dice: "Canta pure tu,
ricòrdate stu cielo e sti ccanzone..."

E basta sulamente
..............................

III

Pe' chi se canta a Napule
tu 'o vvuó' sapé? P''e rrose e p''e vviole,
p''o cielo e 'o mare e maje pe' fá tesore...
p''ammore e p''e ffigliole:

Perciò chi nasce dint'a 'sta cittá,
passa, cantanno, tutt''a giuventù,
nuttate 'e luna e matenate 'e sole...

E basta sulamente

Il Fascismo delle Banche (o buttare merda su Geni)



IL FASCISMO DELLE BANCHE
(o buttate merda su Geni)

(...)
La polizia dello Stato
(cioè, delle banche)
contro i cittadini...
Cos’è il cittadino nel confronto con le banche?
Nulla!
Cos’è il sangue dei partigiani sulla montagna?
Nulla!
Cos'è la persona naturale
nel confronto con la persona giuridica?
Nulla!
Lo Stato è pur il Leviathan nato del mare...
Cos'è il mare oggi?
Le banche!
Piazza, Piazze, Persona, Popolo
a New York, Roma, Barcelona,
Lisbona, Parigi, Londra, Atena
Tel Aviv, Napoli, Damasco, Cairo ...
Cos’è la Piazza?
Nulla!
Il fascismo oggi
è la forza delle banche
La forza
Nazionale
Internazionale
Universale
Cosmica
Spirituale
Del culaccio - della gente!
Il culo di merda!
(...)

Pietro N-Dellova, in ERGA OMNES, 2011

L'ANARCHICO E L'EBREO (a cura di Amedeo Bertolo)


Amedeo Bertolo (cur.)
L'ANARCHICO E L'EBREO
storia di un incontro

240 pp. / € 14,46 / ISBN 88-85060-54-4

acquista su www.eleuthera.it

L'OPERA

Pochi sanno che tra la fine del diciannovesimo secolo e la prima metà del ventesimo s'è verificato un fenomeno di alto interesse storico e culturale: l'incontro apparentemente incongruo di due tradizioni estranee, quella anarchica e quella ebraica. Eppure quell'incontro c'è stato, dando luogo a un vero e proprio movimento ebraico-libertario, con decine di migliaia di militanti sparsi lungo la diaspora yiddish, tra la Russia e le Americhe... I saggi di questa antologia testimoniano di questo curioso incontro, della sua dimensione e importanza

GLI AUTORI

Amedeo Bertolo è uno dei responsabili del Centro studi libertari di Milano. Furio Biagini insegna Storia dell'ebraismo e Storia della filosofia ebraica e ha pubblicato, tra l'altro, Nati altrove. Il movimento anarchico ebraico tra Mosca e New York (Pisa, 1998). Sylvain Boulouque lavora all'Università di Reims ed è autore di vari libri e saggi tra cui Bernard Lazare, anarchiste et nationaliste juif (Paris, 1999). Rudolf De Jong è stato per decenni il direttore della sezione anarchica dell'Internationaal Instituut voor Sociale Geschiedenis di Amsterdam (IISH). Enrico Ferri insegna Filosofia del diritto alla Facoltà di giurisprudenza dell'Università Roma Tre e si è occupato in particolare della filosofia di Max Stirner e dell'anarchismo. Daniel Grinberg è stato direttore dal 1990 al 1995 del Jewish Historical Institute di Varsavia e attualmente insegna Storia delle dottrine politiche all'Università di Bialystok. Mina Graur insegna allo Ben-Zion Institute dell'Università ebraica di Gerusalemme e allo Jabotinsky Institute di Tel Aviv ed è autrice della biografia An Anarchist Rabbi: The Life and Teaching of Rudolf Rocker (London, 1997). Eric Jacobson lavora presso l'Hans Jonas Zentrum della Freie Universität di Berlino, dove dirige il gruppo di ricerca sulla "tradizione ebraica". Michael Löwy è direttore di ricerca al Centre National de la Recherche Scientifique e all'Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales ed è autore di numerosi volumi tra cui Rédemption et Utopie. Le Judaïsme Libertaire en Europe Centrale. Yaacov Oved, membro del kibbutz Palmachin, lavora all'Università di Tel Aviv e allo Yad Tabenkin Center e ha scritto diversi libri sul movimento comunitario, in particolare sulle comunità libertarie americane e sulle collettività anarchiche spagnole. Gregorio Rawin, polacco di nascita, si è trasferito nel 1936 in Argentina dove ha militato dagli anni Quaranta presso la Asociación Racionalista Judía, su cui sta scrivendo una monografia. Chaim Seeligmann, tedesco di nascita, è emigrato in Palestina nel 1936 e da allora è membro del kibbutz Givat Brenner. Ha insegnato nelle Università di Gerusalemme e Tel Aviv. Birgit Seemann insegna Scienze politiche all'Università di Francoforte ed è autrice, tra l'altro, del volume Feminist State Theory e della monografia Hedwig Landauer-Lachmann. Francis Shor insegna alla Wayne State University di Detroit nei Programmi di Ricerca Interdisciplinari e ha scritto diversi saggi sul movimento comunitario e sull'anarcosindacalismo americano. Siegbert Wolf lavora all'Archive Bibliographia Judaica dell'Università di Frankfurt ed è autore di numerosi saggi, in particolare su Gustav Landauer, Hannah Arendt e Martin Buber.

Ecco!

La più bella canzone anarchica: HA UN NOME CHE FA PAURA: LIBERTÀ, LIBERTÀ, LIBERTÀ

video 5 - ANARCHICI NELLA RESISTENZA ITALIANA

video 4 - GLI ANARCHICI NELLA RESISTENZA ITALIANA

video 3 - GLI ANARCHICI NELLA RESISTENZA ITALIANA

video 2 - GLI ANARCHICI NELLA RESISTENZA ITALIANA

video 1 - GLI ANARCHICI NELLA RESISTENZA ITALIANA

DIRITTO LIBERTARIO

Ragazzo Morto (criança morta) di Candido Portinari, 1944



DIRITTO LIBERTARIO

(...)
C'è solo un diritto possibile, per cui combattiamo ogni giorno: il diritto per tutti, il diritto libertario!
Il resto non è il diritto, ma la legge. La legge della forza bruta. La legge del più forte, degli usurai, dei latifondisti, degli aristocratici, degli esploratori, dei banchieri, dei capitalisti e degli altri maledetti.
(...)
Pietro Nardella-Dellova, in Lettera di Viaggio, 2011
*
*
*

(...)
Existe apenas um direito possível, pelo qual combatemos a cada dia: o direito para todos, o direito libertário!
O resto não é o direito, mas a lei. A lei da força bruta. A lei do mais forte, dos agiotas, dos latifundiários, dos aristocratas, dos exploradores, dos banqueiros, dos capitalistas e dos outros malditos.
(...)
Pietro Nardella-Dellova, in Lettera di Viaggio, 2011

mercoledì 16 novembre 2011

Delle Donne Che Indeboliscono I Cherubini

immagine del dipito di Ana Luisa Kaminski




DELLE




DONNE CHE




INDEBOLISCONO




I CHERUBINI

[...]
L'amare è una condizione di gratitudine nei confronti di un “Keter” irraggiungibile, è continuo stato di beatitudine davanti all'EinSof. Lo stato di forza, musica, tenerezza - stato di vita!
Amar due volte in due mondi è una condizione di rinascita! Amar due volte in due mondi la stessa donna, uno stato di comunione dell'uomo-poeta - che ama la do...nna, che ama in due mondi – in due mondi ama la stessa donna.
Perché ci sono donne cui volto illumina! Sono donne che il poeta riconosce nel tempo di un’attimo e rimangono per sempre. Queste sono le donne che indeboliscono i cherubini...
[...]

Pietro Nardella-Dellova,
in estratto dal libro
LA MORTE DEL POETA. Ed. Scortecci, 2009, p. 312.
(acquisizione Livraria Cultura)
*
*

La Donna in Rosso (a mulher de vermelho)


LA DONNA IN ROSSO

(...)
la donna in rosso
volò al vento,
mi ha offerto la bocca,
con poesia e baci,

da bere caffè-cognac
dell'anarchia di danza senza fine

il braccio aperto,
i suoi seni
e le lenzuola rosse,

ed io, assorto e intrappolato sulla collina degli esclusi
nelle mani della polizia capo di carta!
(...)

Pietro N-Dellova, in Lettera di Viaggio, 2011
*
*
A MULHER DE VERMELHO

(...)
A mulher de vermelho
voou com a brisa,
ofereceu-me a boca,
com poesia e beijos,

para beber café-conhaque
na dança anárquica interminável,

o braço aberto,
os seios
e os lençóis vermelhos,

e eu, absorto e preso no morro dos excluídos
nas mãos da polícia cabeça de papel!
(...)

Pietro N-Dellova, in Lettera di Viaggio, 2011



*

lunedì 14 novembre 2011

ACERCA DE UMA MULHER ou, como destruir espelhos, academias, manequins, clubes, romarias, religiões, frases positivas, hambúrgueres, fakes e perdições

ACERCA DE UMA MULHER


ou, como destruir espelhos,


academias, manequins,


clubes, romarias,


religiões, frases positivas,


hambúrgueres,


fakes


e perdições...




Pietro Nardella Dellova






“vejo cansadas e mal-amadas,


mulheres ao vento,


no momento de ânsia,


com homens cansados de vento,


momento sem ânsia”




Pietro Dellova,


in ADSUM, 1992






Conheço uma mulher - viva, humana e sonora- que concentra em si todo o poder - na terra - de fazer o amor e a poesia estarem juntos: uma mulher que inspira o beijo íntimo e a música, a delicadeza e o afeto, o navegar por rios e o estar parado diante do mar, o urro e o silêncio; e que inspira o vinho no umbigo, o vôo às estrelas e uma longa caminhada por trilhas na serra.



E inspira o passado, o presente e o futuro! E que inspira, ainda, tanto a audição –de olhos fechados- das aflições de Callas, Mirella e Maysa, quanto a audição sensual de Pausini, Brightman, Giorgia e Marisa Monte e, a qualquer tempo, a alegria inconseqüente de um samba de Adoniran ou de uma tarantella napolitana. Esta mulher provoca a leitura atenta dos amores de Salomão, Petrarca e Vinícius, quanto das angústias de David, Dante e Manuel Bandeira e, não poucas vezes, das ironias de Fernando Pessoa, Machado de Assis e Drummond.



Uma mulher que conduz, sobremodo, à sessão de uma peça de Ésquilo, Shakespeare e Plínio Marcos ou de um filme de Wood Allen, Giuseppe Tornatore e Walter Salles. É uma mulher plena, liberta e determinada – senhora única da sua vida, do seu tempo e das suas mãos. Tem em uma delas o controle da sua própria carne e ossos, da sua alma e sentimentos, do seu espírito e pensamentos; e em outra, o domínio das suas estações de outono, de inverno, de primavera e de verão.



Por isso se enxerga e se compreende poeticamente (o melhor caminho para enxergar e compreender) que esta mulher, graciosa e hábil, é tão serenamente harmônica e completa: corpo-alma-espírito. E por isso se compreende, também, que a poesia é, em função do seu tempo (recomeçando sempre no início do seu outono – para mim é primavera), primeiramente brisa suave, e depois ventos frios e, ainda, flores e borboletas, para ser, finalmente, calor e fogo: é a poesia que nasce do ingênuo olhar esverdeado do menino e de seu suspiro, e reclama, a seguir, a manta e o abraço, e depois a explosão de vida e de cores para, sem piedade, determinar a comunhão - feita da união de corpos e almas de um homem e de uma mulher – pessoas em plenitude!



A um só tempo, esta mulher é tudo, e todas.



Dominante, com olhos ao meio, amada e rebelde. Social e dissimulada, fugidia e inocente de todas as culpas. Resistente e protetora. Nela é possível sentir a carne em chamas, a delicadeza e a singularidade - e o conselho simples e prático, porque em seus braços todas as lições de amor são ensinadas e provocadas. Ela desperta toda vontade de ser Poeta e começar um mundo novo. Esta mulher nos faz erguer o peito e atravessar desertos, mares e vicissitudes, porque nela há um porto, um farol e uma direção.



Esta mulher é assim, como o vinho e como a rocha – que todos procuram matar. Mas, que a força original encoraja aos riscos e jogos da poesia e do amor, e assusta e incita. Mulher a quem se deve beijar nos lábios, nas faces e nos olhos e, depois, ungi-la o tempo inteiro, por inteiro!



A esta mulher se pode oferecer do vinho e da poesia pura, de todas as formas e tamanhos: porque tudo lê e tudo entende. Esta mulher, o pão abençoado - feita pelo engenho e dedos artísticos de D-us - ao lado de quem, tudo parece novo e que desperta a vontade de andar pelo mundo, de ser caminhoneiro, piloto, navegador, astronauta, presidente da república, secretário da ONU, patriarca, rei, de criar, humanizar, plantar trigo e ser jardineiro, de fazer uma cabana, multiplicar filhos e de viver, com intensidade pelo mundo!



Esta mulher pura e forte é o mel (que nunca foi religiosa – nem pertence ao vaticano - nem aflita, nem objeto ou coberta de tecidos escuros) mas, que santifica e encanta, com olhos singulares de Música e Poesia. Formada, não do barro, pedra, madeira, isopor, gesso ou metal de artífices (mercenários, crédulos ou colecionadores) mas, de um bom e melhor material: feita do sangue, carne e espírito das mulheres que nasceram de Lilith e vieram colocando o tolo mundo (com suas idiotices religiosas e patriarcais) de joelhos!



Ela, que oferece o canto, que aconselha e imprime na alma a impressão de que ao seu lado tudo estará bem: sua mesa está posta: pele enrubescida, pupilas e lábios dilatados, corpo perfumado das fragrâncias interiores e sua cama coberta de finíssimos lençóis brancos – porque a seu tempo, esta mulher faz o homem enfrentar a si mesmo, os seus medos, os seus dramas, a sua sociedade desconfiada e mercenária.



E faz, finalmente, o homem compreender que os finíssimos lençóis, o corpo perfumado, as pupilas e lábios dilatados, a pele enrubescida, o pão assado, as flores zeladas, a mesa posta com toalhas brancas e a sua música, não são para receber um asno ou um hipopótamo materialista e prepotente, ou um comedor de hambúrgueres e ração, que pisa jardins, tendo a mente impermeável, nada podendo ouvir de música. Tudo está posto para receber um homem simples e intenso, formado com as almas dos sábios, musicistas, poetas e rebeldes: um homem que ama as forças da criação!



Esta mulher tão completa assim, plena de vinho, pão e mel, e tão superior, traz em si, ainda, algo da perenidade. Ela é delicada e fina; cheia de fogo e vida. Ao andar e ao falar faz lembrar a dança e a sabedoria. Amando e olhando, lembra, docemente, os caminhos pelos quais passeava a amada de David. Provocada, é o silêncio do Neguev!



Eu conheço esta mulher que gesticula, fala, banha-se, perfuma-se, cumprimenta, porta-se, come e se veste como francesa, mas abraça, canta, se molha, brinca e beija como italiana. Esta mulher nasceu para ser assim, para ter seu umbigo feito cálice, para levar todas as noites a ver a lua e as estrelas, e caminhar diante do mar, recebendo da brisa, a poesia e o afeto.



Esta mulher deixa todos, no salão, sentados e calados, enquanto dança, vestida de céu entre fios dourados, leve e única, completamente única, e, por isso, recebe, per tutta la vita, o nome de mulher amada, para ser querida, muito querida, amada, muito amada, amadíssima!



© Pietro Nardella-Dellova (2002)







*

: TU CA NUN CHIAGNE, Enrico Caruso (canzone napoletana)



TU CA NUN CHIAGNE
Enrico Caruso

Comm'è bella 'a muntagna stanotte,
Bella accussi nun l'aggio vista maje!
N'anema pare rassegnata e stanca
Sott' 'a cuperta 'e chesta luna janca.

Tu, ca nun chiagne,
e chiagnere me faie,
Tu, stanotte, addò staie?
Voglio a te!
Voglio a te!
Chist'uocchie te vonno
N'ata vota vedè!

Comm'è calma 'a muntagna stanotte
cchiù calma 'e mò nun l'aggio vista maje!
E tutto dorme, e tutto dorme o more,
e i sulo veglio, pecchè veglia Ammore.

Tu, ca nun chiagne,
e chiagnere me faie,
Tu, stanotte, addò staie?
Voglio a te!
Voglio a te!
Chist'uocchie te vonno
N'ata vota vedè!


*

- TE VOGLIO BENE ASSAJE, Mario Abbate (canzone napoletana di 1835)


TE VOGLIO BENE ASSAJE


(1835)
Mario Abbate



music: Filippo Campanella,
lyrics: Rafaelle Sacco,
1835

La notte tutti dormono,
Ma io che vuò durmì.
Penzanno â nenna mia,
Mme sento ascevolì.
Li quarte d'ora sonano
A uno, a duje, a tre...

Io te voglio bene assaje
E tu nun pienze a me.

Recordate lo juorno
Ca stive a me becino,
E te scorreano, 'nzino,
'E llacreme, accossì.
Deciste a me: "Nun chiagnere,
Ca tu lo mio sarraje".

Io te voglio bene assaje
E tu nun pienze a me.

Saccio ca nun vuò scennere
La grada quanno è scuro.
Vattenne muro muro,
Appojate 'ncuoll'a me.
Tu, n'ommo comm'a chisto,
Addò lo truvarraje?

Io te voglio bene assaje
E tu nun pienze a me.

Quanno sò fatto cennere,
Tanno me chiagnarraje,
Tanno addimannarraje:
"Nennillo mio addo' è?"
La fossa mia tu arape
E llà me truvarraje.

Io te voglio bene assaje
E tu nun pienze a me.


*

: REGINELLA - Mario Abbate


REGINELLA
Mario Abbate

Reginè, quanno stive cu mico,
Nun magnave ca pane e cerase...
Nuje campavamo 'e vase, e che vase!
Tu cantave e chiagnive pe' me!

E 'o cardillo cantava cu tico:
"Reginella 'o vò bene a stu rre!"

T'aggio vuluto bene a te!
Tu mm'hê vuluto bene a me!
Mo nun ce amammo cchiù,
Ma ê vvote tu,
Distrattamente, pienze a me!

Mo nun ce amammo cchiù,
Ma ê vvote tu,
Distrattamente, pienze a me!...


music: Gaetano Lama,
lyrics: Libero Bovio
year: 1917

: DIMANE TURNARRÀ - Mario Abbate



DIMANE TURNARRÀ


Mario Abbate

Dimane turnarrà chi me vò bene
Ampressa tira 'a rezza marenar
'O saje che se sò sciovete 'e catene
E campo solamente pe' sta' ammore

Sta zitt' stu core.. me vò suspirà
A vocca cchiù bella vasà
E dint' a stu mese ma 'vogli' spusà
E canto pe' felicità.

Pecchè tengo sta' freve dint' 'e vene?
Dimane turnarrà chi me vò bene

Chi me vò bene.....

music: Carlo Innocenzi,
lyrics: Marcella Rivi

Grazie a Nino Traiclher per il testo napoletano.

Fruire La Vita (gozar a vida) italiano e portoghese)





FRUIRE LA VITA

A me disturba non vivere:
...
bisogno vivere
almeno ogni giorno

solamente cerco di vivere...

Vivere la vita e succhiare ogni goccia di vita,
attraversare le linee di un libro
e immergersi tra le righe,
respirare tra due lettere,
ascoltando buona musica al profumo di caffè ...

E non cerco
niente di spettacolare
né angeli, né gli dei,
né demoni, né miracoli
o teorie della cospirazione ..
Non voglio le istituzioni
o prigioni idioti
delle religioni!
Non mi interessano questi templi
invecchiati in violenza contro gli esseri umani,
o quello che potrebbe nascondere la luna,
né sole né stelle...

Non voglio angeli, demoni e dèi!

Voglio solo le persone, di carne, anima e ossa,
persone che vibrano con le sue gioie umane
di amare e di vivere ogni giorno ...

Pietro Nardella-Dellova, in Lettera di Viaggio, 2011

--

GOZAR A VIDA

A mim irrita não viver!
preciso viver
ao menos cada dia

apenas busco viver...

Viver a vida e sugar cada gota de vida,
atravessar as linhas de um livro
e imergir entre estas linhas,
respirar entre duas letras,
escutando boa música ao perfume do café...

E não busco
nada de espetacular
nem anjos, nem os deuses,
nem demônios nem milagres
ou teorias da conspiração...
Não quero as instituições
ou prisões idiotas
das religiões!
Não me interessam estes antigos templos
envelhecidos na violência contra os seres humanos,
ou aquilo que possa esconder a lua,
nem sol nem estrelas...

Não quero anjos, demônios ou deuses!

Quero apenas pessoas, de carne, alma e ossos,
pessoas que vibrem com seus gozos humanos
de amar e viver cada dia...

Pietro Nardella-Dellova, in Lettera di Viaggio, 2011

*
*

Themis e Dikè



THEMIS e DIKÈ

(...)
chi applica la legge
senza leggere,
pensare,
analizzare,
confrontare,
comprendere,
interpretare
e criticare,
è stupido o un dittatore;
e chi la obbedisce ciecamente è religioso o schiavo;
perché c'è una grande differenza tra il diritto, la giustizia e la legge,
tra Themis e Dikè,
ed anche tra i cittadini ed il lumpen.
(...)


Pietro Nardella-Dellova,



in ERGA OMNES, 2011
*
*
THEMIS e DIKÈ

(...)
quem aplica a lei
sem ler,
pensar,
analisar,
comparar,
compreender,
interpretar
e criticar,
é estúpido ou um ditador;
e quem a obedece cegamente é religioso ou escravo;
porque há uma grande diferença entre direito, justiça e lei,
entre Themis e Dikè,
e também entre os cidadãos e o lumpen.
(...)

Pietro Nardella-Dellova,



in ERGA OMNES, 2011

venerdì 11 novembre 2011

IL TUO GIARDINO BAGNATO


IL TUO GIARDINO BAGNATO

(...)
e poi ridi vivamente:
questo è l'amore,
l'amore con la poesia e carne
di sudore e canzoni,
canzoni della terra e cielo della tua bocca,
delle terre e cieli: senza confini...
ridi, amore,
e visito il tuo giardino
della vita bagnato:
perché sono, eccomi,
il tuo poeta e l’angelo
caduto!
(...)

Pietro Nardella-Dellova,

in Lettera di Viaggio, 2011

film LIBERTARIAS (combattenti per la libertà delle donne, in spagnolo, 1996) di Vicente Aranda [Parte 12]

film LIBERTARIAS (combattenti per la libertà delle donne, in spagnolo, 1996) di Vicente Aranda [Parte 11]

film LIBERTARIAS (combattenti per la libertà delle donne, in spagnolo, 1996) di Vicente Aranda [Parte 10]

film LIBERTARIAS (combattenti per la libertà delle donne, in spagnolo, 1996) di Vicente Aranda [Parte 9]

film LIBERTARIAS (combattenti per la libertà delle donne, in spagnolo, 1996) di Vicente Aranda [parte 8]

film LIBERTARIAS (combattenti per la libertà delle donne, in spagnolo, 1996) di Vicente Aranda [parte 7]

film LIBERTARIAS (combattenti per la libertà delle donne, in spagnolo, 1996) di Vicente Aranda [Parte 6]

film LIBERTARIAS (combattenti per la libertà delle donne, in spagnolo, 1996) di Vicente Aranda [Parte 5]

film LIBERTARIAS (combattenti per la libertà delle donne, in spagnolo, 1996) di Vicente Aranda [Parte 4]

film LIBERTARIAS (combattenti per la libertà delle donne, in spagnolo, 1996) di Vicente Aranda [Parte 3]

film LIBERTARIAS (combattenti per la libertà delle donne, in spagnolo, 1996) di Vicente Aranda [Parte 2]

film LIBERTARIAS (combattenti per la libertà delle donne, in spagnolo, 1996) di Vicente Aranda [Parte 1]

giovedì 10 novembre 2011

AGORA PART 5

AGORA PART 4

AGORA PART 3

AGORA PART 2

AGORA part 1

BAHIARTEMPOESIA

immagine dell'album di Laís Araujo, ballerina


BAHIARTEMPOESIA

Queste Baianinhas:
Belle come la sera,
Felici come una giornata soleggiata
Come il giorno, la sera e l'aurora di festa!

Che alba!
Che gioia!
Che danza!
Che caffè!
Che torta!
Che gente!
Gente!
Oxente!

GENT’ALBAGIOIADANZACAFFÈTORT’OXENTE !

Pietro Nardella-Dellova,

in Volo Sulla Città di Salvador, 2011

*


*

BAHIARTEMPOESIA

Estas baianinhas:
Lindas como a noite,
Alegres como um dia de sol
Como o dia, a noite, a madrugada de festa!

Quanta madrugada!
Quanta alegria!
Quanta dança!
Quanto café!
Quanto bolo!
Quanta gente!
Gente!
Oxente!

GENTEMADRUGADALEGRIADANÇACAFÉBOLOXENTE !

Pietro Nardella-Dellova,



in Volo Sulla Città di Salvador, 2011
*
*
*

il video: CUBA, MEMORIA SINDACALE








CUBA, MEMORIA SINDACALE














anarco-sindacalismo e sindacalismo indipendente
realizzato da Claudio Castillo e Jorge Masetti
per il Grupo de apoyo a los libertarios y sindicalistas independientes en Cuba (galsic)
edizione italiana a cura del Centro Studi Libertari / Archivio G. Pinelli di Milano
sottotitoli a cura del Collettivo Arti e Mestieri Libertari di Genova
cd - durata: 26 minuti
prezzo 10,00 euro
scarica copertina

In qualunque regime totalitario il movimento sindacale non è altro che uno strumento dello Stato per il controllo delle masse. In quei regimi esistono solo i sindacati ufficiali, come è appunto il caso di Cuba: la ctc (Confederación de Trabajadores de Cuba) è la famigerata «cinghia di trasmissione» delle direttive economiche del potere castrista. Questa trasformazione del sindacalismo, da strumento di lotta in difesa degli interessi delle classi lavoratrici a strumento di subordinazione agli interessi dello Stato-padrone, è stato il risultato di un lungo processo di distruzione e repressione del sindacalismo autonomo e combattivo, in primo luogo della sua componente anarchica.
In questo momento di aspettative per il futuro di Cuba, con la scomparsa di scena di Fidel Castro, è più che mai necessario il recupero della memoria storica sindacale, della intensa e ricca storia del sindacalismo che ha preceduto il regime castrista. Si deve far conoscere quella storia alle generazioni di lavoratori che dovranno ricostruire un movimento sindacale che torni a essere espressione dei loro interessi di fronte sia allo Stato-padrone sia alle imprese capitalistiche nazionali o straniere che sempre più andranno a costituire la realtà dell'economia cubana.












*







In any totalitarian regime, the trade union movement is nothing but an instrument of state control of the masses. In these regimes there are only the official trade unions, as is the case of Cuba the CTC (Confederación de Trabajadores de Cuba) is the notorious 'transmission belt' of the economic guidelines of Castro's power. This transformation of trade unionism, from an instrument of struggle in defense of the interests of the working classes into an instrument of subordination to the interests of the state-owner, was the result of a long process of destruction and repression of independent and militant trade unionism, first of all its anarchist component.
At this time of expectation for the future of Cuba, with Fidel Castro's disappearance from the scene, it is more necessary than ever to the recovery of historical memory of unionism, the intense and rich history of trade unionism that preceded the Castro regime. You must make known the story to the generations of workers to rebuild the labor movement to come back to be an expression of their interests against both the State-master and both national and foreign capitalist enterprises that increasingly will be part of the reality of the Cuban economy .

Fonte per trovare il video:








*

AGORA PART 9

AGORA, PART 8

AGORA PART 7

AGORA PART 6

martedì 8 novembre 2011

άνθρωπος (ânthropos)

άνθρωπος

(ânthropos)

(...)
le bandiere,

i luoghi

e libri

non fanno un brav'uomo

o un cattivo;
il colore della pelle

ed il sangue

non determinano il cammino dell'uomo
né il ventre da cui deriva,
ma ogni giorno fatto atti di bontà o malvagità:
è una scelta,

soltanto una scelta,

individuale ed unica!
(...)

Pietro Nardella-Dellova,

in Lettera di Viaggio, 2011
*
*
*
(...)
As bandeiras, os lugares e livros não fazem um homem bom ou mau;
a cor da pele e o sangue não determinam o caminho do homem
nem o ventre do qual se origina,
mas, cada dia feito de atos de bondade ou maldade:
é uma escolha, somente uma escolha, individual e única!
(...)
Pietro Nardella-Dellova,

in Lettera di Viaggio, 2011
*

*

venerdì 4 novembre 2011

Dal Ghetto (italiano e portoghese)


DAL GHETTO

(...)
Sì,
Io sono il resto del Ghetto

- quello che rimane -
Ora sono solo al mondo;

Sono dal Ghetto

- fatto di Torà:

- fatto di sangue e della tristezza!

E vedo fronte a me

un unico mondo,
Ed io lo vedo come giardino!

Nella mano destra

ho i semi di Tehilim
e nella sinistra,

senza limiti,

i profumi di Shir Hashirim
(...)

Pietro Nardella-Dellova,

in SCARPE DA DONNA, 2011

Oss.:

Tehilim: Salmi di Davide scritti nel suo regno
Shir Hashirim: Cantici di Salomone alla donna amata

*
---------------------------------------
*

DO GHETTO

(...)
Sim, eu sou o resto do Ghetto

- o que sobrou -
Agora, estou sozinho no mundo;

Sou do Ghetto

- feito de Torá:

- feito de sangue e da tristeza!

Eu vejo diante de mim um único mundo,
E eu o vejo como jardim!

na mão direita

tenho as sementes de Tehilim
e na esquerda,

sem limites,

os perfumes de Shir Hashirim.
(...)

Pietro Nardella-Dellova,

in SCARPE DA DONNA, 2011

obs.:
Tehilim: Salmos de David escritos em seu reino
Shir Hashirim: Cânticos de Salomão para a mulher amada
*

martedì 1 novembre 2011

BACIMILLEBACI ou, PORQUE HÁ MULHERES QUE PORTAM A LUA



Pietro Nardella-Dellova




Há mulheres que são amadas. Mas, há aquela mulher muito amada - amada assim, de fotografar, de voar, de transpirar noite adentro. Amada de cantar e dançar, amada de não compreender, amada de gemer à distância, amada de resmungar. Amada de sorrir – e rir, gargalhar. Amada de não descansar. Amada na varanda, amada na cobertura, amada no sofá, amada no banquinho, amada à direita da cama, amada à esquerda da cama, amada aos pés da cama, amada ao lado da cama, amada sob a mesa, ao lado da mesa, na cadeira.

Há mulheres que são amadas intensamente. Mas, há aquela em que a intensidade é apenas um detalhe, porque ela tem o fio da feminilidade com o qual poetas não se perdem em seus labirintos!

Há mulheres que são amadas, tão amadas, que não importa qual o vinho que se leve à boca, elas serão sempre melhores. Porém, há aquela que por ser assim, tão mais amada, o vinho e a água se misturam em alquimia, porque é mulher que faz água na boca e vinho sob seus pés!

Há mulheres, muitas mulheres, mulheres amadas que cabem no bolso ou entre as páginas de um livro. Mas, há aquela que cria a sensação de que não cabe na eternidade, porque seus beijos acontecem apenas em cada um dos universos de cada pupila, de cada poro e de cada toque – é mulher-sol!

Então, são mulheres que se despem como se fizessem música, mas, há aquela que se despe na entrada (ou na saída) do aeroporto e nunca mais usa quaisquer tecidos, porque a ela foi dado o poder de ser música e poesia - a um só tempo. O poder de ir e vir, e de segurar na mão de deuses! Ela abre suas asas, seus lábios, seus olhos e vai escrevendo nas nuvens com o sopro de sua boca que existe um amor sem fim e um modo de amar sem fim, de um “tiamosenzafine” que mistura alguma nota de Piaf com a graça de Giorgia e a energia de Pausini...

Há mulheres com as quais amar significa, antes de tudo, dar sentido às letras, às notas, aos sons, aos parágrafos, aos paraísos. Mas, há aquela, assim, tão amada, que as letras, as notas, os sons, os parágrafos, vão se perdendo no paraíso da sua pele. Porque as mulheres amadas, as muito amadas, têm sua pele como tecido a ser beijado, mas, esta, além da pele a ser beijada, tem pintinhas, milhões de pintinhas, pintinhas que formam desenhos, e formam letras, e palavras, e caminhos. Pintinhas que levam aos seios, ao fogo, ao abdômen, às costas e, por isso mesmo, os beijos se multiplicam e se tornam uma bênção única e indecifrável!

Por isso mesmo aquelas mulheres amam, mas, esta, ama e abençoa, porque o seu amor é uma unção, um nascer, um curar, um colorir, um florir. Com aquelas se buscam flores e com esta planta-se um jardim!

Há, enfim, mulheres cujos beijos marcam como fogo em um instante. Mas, há aquela, cujo beijo não termina, beijo multiplicativo, beijo que une todos os cantos do mundo e os cantos da boca, beijos mil beijos em um, “beijosmilbeijos” que partem a terra ao meio!

Amazzonia, 22 novembre, 2010

© Pietro Nardella-Dellova é Escritor e Poeta. Professor de Direito e Arte Literária em graduação e pós-graduação. Mestre em Direito pela USP e Mestre em CRe pela PUC/SP. Pós-graduado em Direito Civil e em Literatura. Formado em Direito e em Filosofia. Mestre na Sinagoga Scuola. Membro da UBE – União B. dos Escritores. Autor dos livros AMO (89), NO PEITO (89), ADSUM (92), FIO DE ARIADNE (org/tex), A PALAVRA COMO CONSTRUÇÃO DO SAGRADO (98), A CRISE SACRIFICIAL DO DIREITO (2001) e, agora,




do novo livro A MORTE DO POETA NOS PENHASCOS E OUTROS MONÓLOGOS. Ed. Scortecci, 2009, 312 pág (disponível pela Livraria Cultura).



Outros textos, contato e informações vejam em seu Blog Café & Direito: http://nardelladellova.blogspot.com/
e pelo e-mail professordellova@libero.it

Nota da AJD - Associação Juízes para Democracia: "Os Estudantes da USP e a Reação das Autoridades Acadêmicas"


NOTA DA AJD
OS ESTUDANTES DA USP E A REAÇÃO DAS AUTORIDADES ACADÊMICAS







É preciso solidarizar-se com as ovelhas rebeldes
Fernando Pessoa

A ASSOCIAÇÃO JUIZES PARA A DEMOCRACIA - AJD, entidade não governamental e sem fins corporativos, que tem por finalidade trabalhar pelo império dos valores próprios do Estado Democrático de Direito e pela promoção e defesa dos princípios da democracia pluralista, bem como pela emancipação dos movimentos sociais, sente-se na obrigação de desvelar a sua preocupação com os eventos ocorridos recentemente na USP, especialmente em face da constatação de que é cada vez mais frequente no país o abuso da judicialização de questões eminentemente políticas, o que está acarretando um indevido controle reacionário e repressivo dos movimentos sociais reivindicatórios.

Com efeito, quando movimentos sociais escolhem métodos de visibilização de sua luta reivindicatória, como a ocupação de espaços simbólicos de poder, visam estabelecer uma situação concreta que lhes permita participar do diálogo político, com o evidente objetivo de buscar o aprimoramento da ordem jurídica e não a sua negação, até porque, se assim fosse, não fariam reivindicações, mas, sim, revoluções.

Entretanto, segmentos da sociedade, que ostentam parcela do poder institucional ou econômico, com fundamento em uma pretensa defesa da legalidade, estão fazendo uso, indevidamente, de mecanismos judiciais, desviando-os de sua função, simplesmente para fazer calar os seus interlocutores e, assim, frustrar o diálogo democrático.

Aliás, a percepção desse desvio já chegou ao Judiciário trabalhista no que se refere aos “interditos proibitórios” em caso de “piquetes” e “greves”, bem como no Judiciário Civil, como ocorreu, recentemente, em ação possessória promovida pela UNICAMP, em Campinas, contra a ocupação da reitoria por estudantes, quando um juiz, demonstrando perfeita percepção da indevida tentativa de judicialização da política, afirmou que “a ocupação de prédios públicos é, tradicionalmente, uma forma de protesto político, especialmente para o movimento estudantil, caracterizando-se, pois, como decorrência do direito à livre manifestação do pensamento (artigo 5º, IV, da Constituição Federal) e do direito à reunião e associação (incisos XVI e XVII do artigo 5º)”, que “não se trata propriamente da figura do esbulho do Código Civil, pois não visa à futura aquisição da propriedade, ou à obtenção de qualquer outro proveito econômico” e que não se pode considerar os eventuais “transtornos” causados ao serviço público nesses casos, pois “se assim não fosse, pouca utilidade teria como forma de pressão”.[1]

Ora, se é a política que constrói o direito, este, uma vez construído, não pode transformar-se em obstáculo à evolução da racionalidade humana proporcionada pela ação política.

É por isso que a AJD sente-se na obrigação de externar a sua indignação diante da opção reacionária de autoridades acadêmicas pela indevida judicialização de questões eminentemente políticas, que deveriam ser enfrentadas, sobretudo no âmbito universitário, sob a égide de princípios democráticos e sob o arnês da tolerância e da disposição para o diálogo, não pela adoção nada democrática de posturas determinadas por uma lógica irracional, fundada na intolerância de modelos punitivos moralizadores, no uso da força e de expedientes “disciplinadores” para subjugar os movimentos estudantis reivindicatórios e no predomínio das razões de autoridade sobre as razões de direito, causando inevitáveis sequelas para o aprendizado democrático.

Não é verdade que ninguém está acima da lei, como afirmam os legalistas e pseudodemocratas: estão, sim, acima da lei, todas as pessoas que vivem no cimo preponderante das normas e princípios constitucionais e que, por isso, rompendo com o estereótipo da alienação, e alimentados de esperança, insistem em colocar o seu ousio e a sua juventude a serviço da alteridade, da democracia e do império dos direitos fundamentais.

Decididamente, é preciso mesmo solidarizar-se com as ovelhas rebeldes, pois, como ensina o educador Paulo Freire, em sua pedagogia do oprimido, a educação não pode atuar como instrumento de opressão, o ensino e a aprendizagem são dialógicos por natureza e não há caminhos para a transformação: a transformação é o caminho.

[1] Proc. nº 114.01.2011.011948-2 - UNICAMP x DIRETÓRIO CENTRAL DOS ESTUDANTES / DCE – UNICAMP – 1ª Var da Fazenda Pública da Comarca de Campinas/SP – Juiz Mauro Iuji Fukumoto

ASSOCIAÇÃO JUÍZES PARA A DEMOCRACIA
Rua Maria Paula, 36 - 11º andar - conj. 11-B - tel./ FAX (11) 3105-3611 - tel. (11) 3242-8018
CEP 01319-904 - São Paulo-SP - Brasil www.ajd.org.br - juizes@ajd.org.br


Mais informações:

***José Henrique Rodrigues Torres, Juiz de Direito em Campinas/SP e
Presidente do Conselho Executivo da Associação Juízes para Democracia
fones: 19-9174.7568 e 19-3236.8222

***Luís Fernando Camargo de Barros Vidal, Juiz de Direito na 2º Vara da Fazenda Pública em SP, Capital
fones: 11-3241.2918 e 11-9182.1936

***Kenarik Boujikian Felippe, Juíza de Direito na 16ª Vara Criminal em SP, Capital
fones: 11-2127.9151 e 11-2127.9152


Mais informações:

***José Henrique Rodrigues Torres, Juiz de Direito em Campinas/SP e
Presidente do Conselho Executivo da Associação Juízes para Democracia
fones: 19-9174.7568 e 19-3236.8222

***Marcus Orione Gonçalves Correia, Juiz Federal da 1ª Vara Previdenciária (TRF 3ª Região)
011-2172-6741 e 011- 9447-0688

***Jorge Luiz Souto Maior, Juiz do Trabalho da 3ª Vara do Trabalho de Jundiaí
011- 9198-5148

Per Gli Uomini Che Vogliono Esser Amati


PER GLI UOMINI



CHE VOGLIONO ESSER AMATI

(...)
Ieri sono andato al teatro
per ascoltare il violoncello
ed il violino alle mani di donne
musicisti;

allora, gli uomini, se vogliono esser amati
per le donne vere, devono diventare violoncelli e violini...
(...)

Pietro Nardella-Dellova,



in SCARPE DA DONNA, 2011
*



*



*

PARA OS HOMENS



QUE QUEREM SER AMADOS

(...)
Ontem fui ao teatro
para ouvir o violoncelo e o violino nas mãos de mulheres musicistas;

então, os homens, se querem ser amados por mulheres verdadeiras, devem se tornar violoncelos e violinos...

Pietro Nardella-Dellova,



in SCARPE DA DONNA, 2011

*
*